Il Tirreno

Fescione, la “nuova” foce minaccia la spiaggia libera

di Manuela D'Angelo
Fescione, la “nuova” foce minaccia la spiaggia libera

Contrasti sul progetto da 3,5 milioni per lo sbocco a mare del torrente che è di competenza di Massa e della Provincia ma fa allagare Montignoso

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MONTIGNOSO. Il progetto per la nuova foce del Fescione, con diretto sbocco in mare, totalmente nel comune di Massa, è arrivato a Palazzo Ducale, dopo aver ricevuto il via libera dalla Regione Toscana e adesso è custodito dagli uffici dei lavori pubblici, pronto per le verifiche e per le approvazioni della Provincia e del Comune di Massa, che non sono tuttavia scontate.

Il progetto è stato visionato in questi giorni da alcuni ambientalisti, tecnici e da un rappresentante di Italia Nostra e ha ottenuto l'attenzione anche del consigliere del PdL di Massa Stefano Benedetti. I dettagli non sono ancora stati resi pubblici, ma le indiscrezioni da noi pubblicate qualche mese fa si sono rivelate oggi concrete: costerà circa 3,5 milioni di euro e porterà il Fescione, dopo anni, a scorrere nel suo alveo naturale, con uno sbocco al mare diretto davanti alla spiaggia libera di Poveromo, più o meno all'altezza del Versil Park, dunque interamente nel comune di Massa.

Il Fescione è infatti tombato per la maggior parte del suo corso nel territorio di Montignoso e il sindaco Narciso Buffoni oggi dichiara «di non farcela più a sopportare quella situazione».

«Il Fescione per noi è un grande problema- dichiara Buffoni- perché quando piove molto allaga la zona di via Intercomunale, davanti alle terme dell'Undulna, ma non è per facilitare un privato che abbiamo spinto per la foce diretta in mare nel comune di Massa. Il motore dell'iniziativa è ben altro. Il fiume deve tornare ad avere il suo corso naturale, perché viceversa crea danni e li crea, guarda caso, a Montignoso».

Infatti il torrente parte dal Canal Magro, si congiunge alla Fossa del Sale, con una curva attraversa la Buca degli Sforza, tra l'altro sito di bonifica regionale, passa sotto la strada Intercomunale, sotto l'Undulna e poi torna in superficie per immettersi nel Versilia e da lì confluire in mare. È questa sorta di curva a gomito, secondo il Comune, che negli anni ha provocato numerosi allagamenti, danni, e disagi.

Secondo il consigliere del PdL Benedetti, invece, ci sarebbero altre soluzioni per risolvere il problema: «un intervento sul Canale degli Sforza- ci spiega- eliminando le tombature e prevedendo un sistema di idrovore sempre funzionanti».

Benedetti si dichiara interessato al "caso Fescione" perché secondo lui con la foce diretta in mare sparirebbe un pezzo di spiaggia del litorale massese, precisamente la spiaggia libera tra il bagno Beretta e il Tornado. La foce diretta in mare è però tutt'altro che fatta: l'iter che il progetto dovrà seguire è ancora lungo e prevede l'approvazione del definitivo prima da parte della provincia e poi del comune di Massa, le cui posizioni sono ancora incerte: «Purtroppo- conclude Buffoni- il comune di Montignoso non ha competenza in materia, perché il progetto non andrebbe a toccare la sua territorialità, quindi noi non abbiamo voce in capitolo. Sul progetto, però la regione si è già tecnicamente espressa approvandolo. Dunque questa rimane una battaglia e una questione esclusivamente politica».

E anche vero che nel 1996 il Comune di Montignoso approvò lo studio sul CanalMagro degli ingegneri Carlo Milani e Cesare Tinelli che non prevedeva la foce diretta.

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