Sicurezza
Domenico Ceccotti: «Un Ufficio Europa e meno burocrazia»
Scende in lizza per ultimo («ma per me 700 firme in 7 ore») l’assessore provinciale: un’urbanistica a misura di famiglie
MASSA. «Ottimismo e speranza: questo voglio trasmettere ai miei cittadini; un credente, lo dice il Vangelo, non può essere pessimista». Esordisce confessando la sua matrice cattolica e popolare (l’attività politica l’ha iniziata nella Dc) Domenico Ceccotti nel presentarsi candidati alle primarie del centrosinistra. Ultimo (ma non ultimo) dei competitor scesi in campo peri giocarsi l’investitura per le elezioni del 26 maggio, Ceccotti parla il linguaggio della concretezza e del dialogo. La concretezza è quella delle linee di programma che illustra alla sua prima uscita pubblica. «Non ho proposte eclatanti da fare, il mio programma è fatto di cose fattibili, sensate, realizzabili subito». La questione primaria è per lui (come potrebbe non esserlo?) quella del lavoro e dell’occupazione. «Il declino economico e industriale si combatte offrendo opportunità alle imprese, a cui si devono dare risposte certe, in tempi brevi, potenziando lo sportello unico per le imprese, attingendo risorse anche al di fuori del territorio». E su questo Ceccotti sfodera la sua esperienza di assessore (da 10 anni in Provincia): «le risorse si trovano, basta cercarle. Nel 2004 la Provincia aveva risorse proprie per la promozione e l’agricoltura di 160mila euro. Nel 2011 erano zero. Eppure siamo riusciti a trovare ugualmente 80mila euro per fare Spino Fiorito al Castello Malaspina, accedendo a fondi europei. Ecco questo ci vuole: da sindaco istituirò un Ufficio Europa, una struttura di esperti, magari anche con professionalità esterne, per studiare e captare ogni forma di finanziamento europeo». Idee chiare anche sull’urbanistica: «Ridurre al minimo ogni forma di nuova edificazione e utilizzare le volumetrie di crescita per le famiglie. È assurdo che una famiglia non possa fare una mansarda e che nel frattempo crescano come funghi le seconde case occupate 10 giorni l’anno». Così come sullo sport: «Dagli Oliveti all’ultimo campo, non c’è un impianto sportivo in città con tribunette coperte. Mancano risorse? Si facciano convenzioni con le società, si ricorra al Credito sportivo».
Ceccotti ha un’attenzione particolare per le colline del Candia, dove aveva una vigna, rranata durante l’ultima alluvione. «Sbagliato voler metterle in sicurezza a colpi di ordinanza. Il Comune deve diventare la cabina di regia di un progetto complessivo che sia messo a punto ascoltando gli agricoltori, i vignaioli».
Ecco, “ascolto” è la parola che più spesso Ceccotti ripete. E, con essa, “dialogo” . Dialogo anche con gli altri concorrenti alla candidatura a sindaco: «Giochiamo tutti per la stessa squadra, in questa campagna per le primarie non mi sentirete mai attaccare o chiamare avversario uno dei quattro candidati».
Sa, Ceccotti, di dover recuperare tempo: gli altri quattro candidati sono già in corsa, lui comincia ora. «La mia disponibilità l’avevo data da tempo, però, ho atteso che il mio partito esprimesse un nome prima di avviare la campagna elettorale. Comunque, in sette ore ho raccolto 700 firme, credo che voglia dire qualcosa». Per questo, dice ancora «non ho associazioni che mi sostengono. Se fossi partito prima, delle 120 esistenti sul territorio, un’ottantina sarebbero state con me».
Ma ad appoggiare Ceccotti, non è un segreto, ci sono gli organismi dirigenti del Pd: quando il segretario comunale Cesare Ugolotti ha rimarcato che Lara Venè e Lele Bertocchi «non abbiano fatto un passo indietro dando priorità alle proprie ambizioni personali», ha fatto capire che dei tre candidati Pd, Ceccotti è quello “più uguale degli altri”.
Claudio Figaia
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