Il Tirreno

Sollecitata la messa in sicurezza

Sollecitata la messa in sicurezza

Il popolo degli alluvionati: senza il dragaggio del Magra rischiamo altri danni

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FIUMARETTA. Le piene del Magra accusate di portare quintali di tronchi sulla spiaggia di Marina, continuano a fare paura. Molti abitanti della zona apuana hanno barche nei rimessaggi lungo il fiume. E continua ad essere sul piede di guerra il “Popolo degli alluvionati”, cioè l’insieme dei comitati nati per protesta contro i danni causati dalle piene e per sollecitare interventi di messa in sicurezza.«Il tempo è scaduto! O incontro subito dopo Pasqua o vie legali», dicono ricolvendosi a tutte le istituzioni Liguri, Regione, provincia di La Spezia, Comuni della Val di Magra, Autorità di bacino e Parco di Montemarcello. «L’incontro è già stata rimandanto per ben due volte a causa dell’assenza di uno o più enti e adesso i Comitati della Bassa Val di Magra dicono basta», fa sapere Luca Ghirlanda, portavoce del Popolo degli Alluvionati.«Abbiamo subito un'altra allerta meteo la scorsa settimana e crediamo che se non saranno ultimate tutte le opere necessarie per la nostra sicurezza, sarà davvero la fine per le nostre famiglie per cui non intendiamo più aspettare oltre. Capiamo che mettere d’accordo tutti gli enti non sia facile ma crediamo fermamente che è loro dovere rispondere a questa nostra legittima richiesta».

«Inoltre – prosegue Carmela Bianchini del Comitato Senato –nessuno di noi è contrario allo scolmatore a prescindere, ma quello che ci rende molto preoccupati è che del progetto dello scolmatore non sappiamo ancora niente di ufficiale».

Prosegue Andreani, del Comitato “I Volontari del Magra”: «Vorremo conoscere quali interventi saranno messi in opera nel periodo tra l’eventuale inizio dei lavori dello scolmatore e la sua attivazione. Senza alcuna attività di dragaggio in questo periodo, subiremo senz’altro altre alluvioni e altri danni».

«Noi invece ci chiediamo se gli Enti siano davvero certi che non esistano Studi fatti nell’ ultimo periodo che hanno riscontrato importanti sovralluvionamenti di parecchi milioni di metri cubi», diceFrancesca Sergiampietri del Comitato di San Genisio.

«Siamo esausti di questo continuo rimandare dell’incontro in questione», continua Giuseppe Zubelli del Comitato di Romito. In ultimo i Comitati riuniti nel Popolo degli alluvionati ricordano il Patto con gli alluvionati firmato dagli Mariani, Caleo e Orlando. «Dopo la loro elezione – conclude Massimiliano Cagnoli del Comitato di Sarzana – ci aspettiamo un chiaro segnale nei nostri confronti, anzi sarebbe gradito una loro convocazione per farci sapere quali saranno le loro azioni concrete in tema di tutela idrogeologica del territorio e di messa in sicurezza. Non vogliamo pensare che firmare quel patto sia stato solo un gioco pre-elettorale».

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