Il Tirreno

Nasce un consorzio per le biomasse

MULAZZO. La ricerca di nuovi strumenti per il rilancio del territorio: su questa scia nasce il “Consorzio Claer”, che riassume al suo interno 13 diverse storie imprenditoriali che si fondono per...

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MULAZZO. La ricerca di nuovi strumenti per il rilancio del territorio: su questa scia nasce il “Consorzio Claer”, che riassume al suo interno 13 diverse storie imprenditoriali che si fondono per cercare di avere un peso maggiore in quanto a competitività e offerta di servizi. La presentazione, nella sala consigliare di Mulazzo, ha presentato gli obiettivi e la natura stessa di questa nuova forma consorziale, la prima ad essere creata in Lunigiana. «Il consorzio – dice Lido Agostinetti, presidente dell’assemblea costitutiva – si occuperà principalmente dell’impianto a biomasse, ma cercherà di portare le proprie competenze anche in quello fotovoltaico. Lo scopo fondamentale è di organizzare, assorbire e sommare tutte le realtà che in questo momento sono in difficoltà, nasce per praticità ed è l’amalgama di competenze eterogenee. Tutto questo genererà la possibilità di accedere a commesse che in precedenza non potevano essere acquisiti, dato che non c’era abbastanza forza per eseguirle». Un consorzio però oltre ad essere la somma di attività ha altri aspetti da sottolineare, innanzitutto la sua natura non speculativa, l’obiettivo è il pareggio di bilancio, scegliendo in questo modo di puntare tutto sullo svolgimento ottimale dell’esercizio di impresa. Questo preso in oggetto è ad “attività esterna”, ovvero svolge la propria attività lavorativa attraverso il relazionamento con terzi. Corrado Poli, componente del consiglio direttivo, spiega quali sarà il fulcro dell’attività produttiva: «Quello che bisogna capire è che l’area d’azione di questo consorzio è l’economia ambientale. La creazione di una filiera bosco-legna- energia consentirà un abbattimento delle emissioni di anidride carbonica, visto che il materiale invece di essere trasportato con lunghi viaggi verrà preso in loco. Lo sfruttamento del materiale ligneo, però non sarà selvaggio, ma sarà di coltivazione, che gioverà anche dal punto di vista di manutenzione idrogeologica del territorio. Si inseriranno, inoltre, grazie alle variegate competenze interne, anche progetti di recupero edilizio e paesaggistico attraverso l’attuazione dei principi di ingegneria naturalistica. La creazione di nuclei abitativi che rispettino la tradizione architettonica, nel caso della Lunigiana il sasso e il legno, è uno dei principi su cui si basa».

Intanto il consorzio mette a segno la prima commessa: il rifornimento di cippato alla centrale a biomasse porterà nelle casse 200 mila euro. Sandro Donati, consulente del consiglio direttivo, parla di bucare i confini territoriali e mettere in moto un ingranaggio che possa dare vita ad una realtà più ampia”. Osvaldo Angeli, presidente della Provincia, guarda con ottimismo a questa neonata realtà: «Credo che possa diventare un’iniziativa importantissima per la valorizzazione del territorio e delle sue risorse. Questo però è solo un piccolo step a livello locale, bisogna che sia integrato con politiche sia del governo nazionale sia dell’Unione Europea. Bisogna puntare alla crescita, i sacrifici che sono stati fatti in questi ultimi anni non vanno assolutamente dispersi».

Ecco i 13 soci che formano il consorzio: Luca Marchi (Impresa Idrofer), Francesco Fogola (Soc. Coop Il Cornoviglio), Davide Giumelli, Essandiel El Bachir, Riccardo Gussoni (Soc. Coop. Mulazzo), Daniele Pittia, Erik Ghelfi, Davide Poli, Federico Marianelli, Blue Area, Gaetano Testini, Tiziano Maucci e Corrado Poli.

Cristiano Borghini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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