Il Tirreno

Condannato, rientra in Italia per amore

Condannato, rientra in Italia per amore

La storia di un giovane romeno fuggito all’estero e convinto dai carabinieri ad andare in carcere

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MASSA. È una storia d’amore, in un certo senso, ed è una storia che fa fare bella figura all’Arma dei carabinieri, che hanno portato a termine un’indagine facendo leva sui sentimenti e la voglia di ricominciare di un ragazzo romeno. Il giovane aveva rubato un’automobile a Lecco ed era stato protagonista di un furto in un appartamento di Massa. Sorpreso dalle forze dell’ordine in entrambe le occasioni è stato processato accumulando una condanna di 18 mesi.

Lui però di andare in carcere non aveva alcuna voglia e così era tornato in patria, lasciando il fratello operaio che lo aveva ospitato e soprattutto la fidanzata. Una connazionale, in passato costretta (non da lui) a prostituirsi. E proprio durante un incontro a pagamento tra i due era scoccato il colpo di fulmine.

Il fidanzamento non era sfuggito ai carabinieri e quindi quando hanno saputo che il ragazzo era tornato in Romania per evitare la cella hanno convocato l’ex lucciola in caserma per farsi dare un recapito dove poter contattare il fuggiasco. La ragazza ha provato a resistere, ma anche lei aveva una gran voglia di rivedere il suo uomo e così ha scritto il numero di un cellulare su un foglio che poi ha consegnato ai militari. È stato un sottufficiale a telefonare. Quando ha capito chi lo aveva chiamato il romeno ha avuto la tentazione di interrompere la conversazione, ma poi ha iniziato a rispondere alle domande dell’interlocutore e alla fine si è sfogato: «Io volevo rifarmi una vita in Italia, ma purtroppo sono finito nel giro di amicizie sbagliato e mi sono messo a rubare. Ormai non c’è più un futuro per me». A questo punto è intervenuto un altro carabiniere che gli ha spiegato che nel giro di un anno o poco più, se si consegnava alle autorità, poteva tornare a essere un uomo libero e cercarsi un lavoro.

Lui si è fatto passare la fidanzata. E quando in caserma l’hanno vista piangere hanno capito che la missione era riuscita. Hanno preso accordi con il giovane e gli hanno spiegato cosa doveva fare. Lui ha eseguito alla lettera le indicazioni e adesso si trova in carcere. Prima però ha ottenuto due cose: abbracciare la ragazza e chiedere scusa al fratello, che gli ha dato un ceffone e poi lo ha stretto a sé.

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