Attenzione
Amici da bambini riescono a ritrovarsi dopo 53 anni
Camionista muratore di Avenza ed elettricista di San Sepolcro si erano conosciuti appena dodicenni in una colonia per orfani
CARRARA. Un’amicizia fortissima nata a dodici anni, in una colonia estiva per bambini orfani di padre. Poi, finita la vacanza, il saluto con la promessa adolescenziale di rivedersi. Ma le vite prendono percorsi diversi, in città diverse. Eppure il desiderio alimentato dai ricordi, di riabbracciare l’amico di un tempo, resta forte. Ma dove ritrovarlo? Sono passati 53 anni, e solo ora, anzi ieri, Francesco Gerbi, 65 anni, ha potuto godere proprio di quell’abbraccio sognato, guardando dritto negli occhi umidi di commozione, reciproca, Egidio Menci, partito da San Sepolcro (Arezzo) per raggiungere Avenza con la moglie Marilena e il figlio Lorenzo.
Si sono incontrati davanti al bar pasticceria San Marco: pochi secondi nei quali le loro menti e gli sguardi hanno chiuso il cerchio: come erano da ragazzi e come sono ora. «Sì, è proprio lui», dice Francesco riconoscendo nei tratti, seppure cambiati dall’età, il suo coetaneo . «Bravo Frencesco – fa Egidio – non avrei mai pensato....». «Lui ne parlava sempre – racconta la Moglie Marilena».
Il “gancio” (come direbbe la Carrà) è stata Barbara, la figlia di Gerbi (il quale ha avuto dalla moglie Giuseppina, anche Francesca, Massimiliano e Dennis che lavora con lui). A forza di sentir parlare il padre, di quell’amico di infanzia che stava dalle parti di San Sepolcro, e che avrebbe voluto tanto rivedere, ha cominciato a cercarlo: sulla Pagine Bianche del telefono, ha rintracciato una famiglia Menci, ma non era quella giusta, all’anagrafe del Comune toscano la privacy le ha impedito di avere dati sicuri, ma ha trovato persone gentili che l’hanno aiutata, e anche una bottegaia del luogo che l’ha indirizzata su Facebook, perché lì forse avrebbe potuto avere le risposte che cercava. Così è stato. All’appello lanciato on-line ha risposto Lorenzo, il figlio di Menci. Circa una settimana fa.
Scambio di numeri di telefono e poi lo squillo del destino a Barbara: “Pronto, sono...”. “Ma lei è Egidio! Aspetti che le devo passare un bimbo di 53 anni fa”. «Piangevano tutti e due al telefono» dice Barbara.
Ieri Egidio Menci non ricordava neppure cosa si sono detti. Francesco ce lo aveva lì davanti che gli parlava in carrarino. Oggi, sono due uomini, due padri di famiglia, che non hanno condiviso grandi eventi della storia, quelli che di solito legano le persone per sempre. Ma è bastato molto meno (o molto di più): l’amicizia a pelle, immediata, profonda. Sì, bastò un solo mese nella colonia di Piano Sinatico (Pistoia) per suggellare un legame per sempre. «Ci siamo subito “presi” in simpatia, dormivamo in letti vicini, stavamo sempre insieme, fra gli altri ragazzi, noi due facevamo comunella – ricorda Francesco – Io vivevo a Codena, eravano in 6 fratelli, mio padre faceva il cavatore e morì a 47 anni in un incidente stradale mentre tornava a casa dal lavoro». Nella vita Francesco Gerbi ha lavorato nell’edilizia fino a 19 anni, poi mise su una ditta di autotrasporto di merci varie, ha girato tutta l’Italia fino a 10 anni fa: «Poi ho ripreso in mano la cazzuola, la mia passione. Ma aspetto di andare in pensione, ho fatto la domanda». I suoi occhi celesti bucano il passato. «Io Egidio l’ho sempre cercato, anche quando andavo col camion verso Arezzo. Finché giorni fa mia figlia mi ha detto “Babbo, l’ho trovato. Io non ci credevo». Anche Egidio Menci, che fa l’elettricista da quando aveva 17 anni, pensava all’amico. E al fratello gemello di Francesco, Angelo, anche lui conosciuto a Piano Sinatico grazie all’Enaoli, l’ente che curava le vacanze per gli orfani. «Ti faccio parlare con lui, che ora sta a Foggia», gli dice Francesco. Altre emozioni al telefono. Un aperitivo in pasticceria: Francesco ed Edigio parlano fittamente, hanno 53 anni di vita da raccontarsi in un giorno, nella domenica delle Palme. Poi tutti al ristorante, a mangiare le specialità carrarine. E per finire, un dolce fatto preparare apposta per ricordare l’avvenimento: con l’immagine di due mani sul mondo, che si stringono.
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