Sicurezza
Rientro nell’asilo sotto sequestro, scortati dalla polizia
Un permesso dalla Procura per poter prendere i banchi La preside: nessuna insegnante è stata ancora interrogata
AVENZA. Asilo Collodi: si allungano i tempi per la riapertura. E le indagini disposte dalla Procura, sul corto circuito che alcune settimane fa ha fatto divampare le fiamme in una delle aule, vanno avanti. La scuola materna resta sotto sequestro.
Le maestre entrano nell’asilo sotto gli occhi della polizia. Il magistrato titolare del fascicolo, la dottoressa Rosella Soffio ha accolto l’istanza presentata dalla dirigente della scuola, la professoressa Marta Castagna, e ha concesso che venissero portati via dal Collodi arredi scolastici ed effetti personali delle insegnanti: tutto è avvenuto ieri mattina, alla presenza degli agenti di polizia.
Una situazione delicatissima che coinvolge direttamente 140 alunni che per il momento sono stati sistemati nelle altre scuole di Avenza: alla Anna Maria Menconi e alla Andersen. Questo non senza disagi: alcuni riguardano proprio gli arredi scolastici non a misura di bambino.
«Abbiamo chiesto il nulla osta al magistrato - spiega la dirigente Marta Castagna - proprio per poter prendere i nostri banchi. Quelli della primaria sono troppo grandi per i nostri piccolini, e abbiamo portato via anche alcuni tavoli utilizzati per alcune attività».
Trattandosi di un plesso sottoposto a sequestro tutte le operazioni hanno dovuto essere svolte alle presenza degli agenti.
La preside: nessuna insegnante è stata ancora interrogata. La Procura vuole fare chiarezza sull’incidente avvenuto nell’aula C della materna di via XXIV Maggio. E, proprio per questa settimana la dottoressa Soffio attende la relazione dei vigili del fuoco sugli accertamenti effettuati all’interno del plesso dove si trovava il termoconvettore andato in corto circuito.
Per quel che riguarda la dinamica dell’incidente, si contrappongono la versione di Amia, secondo cui il giorno prima dell’incidente l’impianto era stato staccato e poi sarebbe stato riacceso, e quello di alcune insegnanti della scuola secondo le quali l’odore di bruciato continuava ad uscire dal termoconvettore anche da spento, prima della fiammata.
Ad oggi, come conferma la preside Marta Castagna: «nessuna delle insegnanti è stata ancora interrogata».
L’assessore Bernardini: speriamo che la scuola riapra presto. C’era anche l’assessore alla Pubblica istruzione, Giovanna Bernardini, all’asilo Collodi, mentre le insegnanti, fopo aver presentato istanza eottnuto l’Ok dalla Procura, portavano via banchi e tavoli.
«Mi sembrava giusto essere presente e fare sentire la vicinanza dell’amministrazione - spiega - La fase dell’emergenza è terminata e i bambini sono sistemati bene negli altri plessi. Certo l’auspicio è che però possano ritornare presto nella loro scuola».
E per quel che riguarda i tempi l’assessore però non si9 sbilancia.
«Deve essere nominato un perito - spiega - ma questo dipende dalla Procura, non possiamo sapere quindi quando l’asilo sarà di nuovo accessibile».
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