Attenzione
Pucci: «Resto in campo ma non come sindaco»
Arancioni, Udc e Api scenderanno in campo alle amministrative di maggio ma entro un paio di giorni promettono di fare il nome del loro candidato
MASSA. Correranno da soli, come nel 2008, ma con altre motivazioni (la principale: «abbiamo governato bene»), un rammarico(«non vedere il centrosinistra unito, ma non per colpa nostra») e un auspicio («siamo forti, vedremo chi avremo di fronte al ballottaggio a giugno»).
Ecco attorno ad un tavolo dirigenti e segretari degli Arancioni della 28 Aprile, Udc e Api che annunciano ufficialmente la discesa in campo delle loro liste in maniera autonoma dal centrosinistra. Centrosinistra che invece si confronterà nelle primarie del 7 aprile: in lizza (per ora, domani sera chissà) Lara Venè, Lele Bertocchi, Fabio Evangelisti, Alessandro Volpi. Sta raccogliendo le firme anche l’assessore provinciale Domenico Ceccotti. Firme che dovranno essere consegnate entro stasera alle 20.
A spiegare per tutti il perché di questa scelta è il sindaco Roberto Pucci. Pucci sgombra subito il campo da possibili equivoci: sarà in campo, eccome, ma non come candidato sindaco. «Il nome del candidato lo faremo entro le prossime 48 ore», precisano le forze dell’attuale maggioranza che ha perso per strada Sel, Verdi, Rc, tre consiglieri degli Arancioni e l’assessore al bilancio Alessandro Volpi.
Defezioni importanti? Serafico Pucci: «Lo diranno gli elettori». E il primo cittadino svela che sono stati fatti almeno altri due sondaggi (uno commissionato dai pucciani e uno dal centrodestra) oltre a quello pubblicato dal Sole 24 Ore. «Quasi il 50% degli intervistati ritiene che abbiamo governato bene e più del 50% ha un giudizio positivo sulla mia persona. Ma tenendo fede a quello che avevano detto nel 2008 il sottoscritto lascia il passo in nome del rinnovamento. Che ci sarà. Io però resto in campo a fare la campagna elettorale».
Perché non c’è stato accordo con il centrosinistra e in particolare il PD?
Pucci misura le parole. «Francamente dopo il voto di febbraio ci saremmo aspettati un altro atteggiamento nei nostri confronti. Siamo anche tornati al tavolo del centrosinistra intenzionati a fare di tutto per ricucire lo strappo, ma non ci è stato permesso. Come si fa a chiedere a chi ha governato per cinque anni - e aggiungo con buoni risultati visto che nel 2008 lo Stato ci dava 19 milioni e l’anno scorso ce ne ha trasferiti solo 9 - come si fa chiedere, dicevo, di sottoscrivere che serve discontinuità con il passato. Inaccettabile. Non solo ma del programma si è parlato ben poco e le prime linee di indirizzo erano addirittura ridicole. Nessun tipo di attenzione poi nei nostri confronti, tanto è vero che i nominativi che man mano venivano avanti, anche dignitosi come quello di Pina Bigini, sono stati buttati sul tavolo senza nessuna attenzione e coinvolgimento delle forze che si erano dette disponibili a discutere con tutti. E allora andiamo avanti da soli, contiamo di arrivare al ballottaggio. Magari di avere davanti come nel 2008 ancora il centrosinistra».
In questo quadro da registrare le dichiarazioni di Marco Andreani, presidente del consiglio comunale, leader dell’Api - e presto di una lista civica - che tutta sulla metafora calcistica: «Io gioco fino al 90’, mi piace anche la zona Cesarini. Lo dico perchè voglio sperare fino all’ultimo nella possibilità di un accordo tra tutte le forze del centrosinistra».
Quasi un appello il suo. Ma le condizioni non sembrano proprio esserci. E i grillini si fregano le mani.
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