Italia
L’appello degli operatori turistici
«Ormai siamo allo stremo, fate presto a rimettere in ordine la viabilità»
TERRAROSSA. Sui danni legati all’alluvione, interviene con forza anche l’Aotl, l’associazione degli operatori turistici della Lunigiana. Un appello-lettera aperta, inviata a vari enti e istituzioni, per sollecitare un tavolo di incontro. Il documento è stato sottoscritto anche da Legambiente.
Scrive l’Associazione: «Ad oggi, alla vigilia delle festività pasquali e dunque in prossimità della stagione turistica, ci troviamo in condizioni ancora più gravi dell’autunno scorso, infatti l’ondata di pioggia torrentizia del 17 e 18 marzo ha aggravato la situazione già precaria e non ancora risolta, che ci portiamo dietro dai mesi autunnali. Oggi - prosegue - ad essere particolarmente colpite sono le aziende operanti nel Comune di Licciana Nardi, a causa dei gravi danni riportati alle infrastrutture stradali». La presidente Giovanna Zurlo a nome dell’Aotl elenca le principali criticità che sono state segnalate. «Braia, Salano, Debiantognolo, l’unica strada comunale asfaltata che da Licciana Nardi raggiunge l’abitato di Braia ha ceduto completamente. A Braia c’è l’azienda Capracampa, dedita all’allevamento ovicaprino e caseificazione. A causa della frana, l’azienda si trova impossibilitata a ricevere le forniture di fieno, mangime e paglia per gli animali, le materie prime complementari alla caseificazione, ed anche il rifornimento di gas per il funzionamento dei macchinari. l’azienda è stata costretta a sospendere tutte le consegne previste per la Pasqua».
Sulla Strada provinciale 74 massese tra Monti e Licciana Nardi «una profonda crepa che attraversa trasversalmente la carreggiata su una lunghezza di oltre 10 metri impedisce il transito a pulmann, autobus e mezzi pesanti di peso superiore a 3,5 tonnellate»; e ancora: «Sulla Strada Provinciale che collega Monti a Villafranca e Bagnone via Merizzo, si segnalano anche problemi alle tubature dell’ acqua per gli agriturismi della Zona di Amola. Il risvolto immediato è stata la disdetta di tutte le gite, scolaresche e gruppi che dovevano raggiungere le zone colpite con pulmann». E’ un bollettino di guerra che riguarda poi anche la Strada Provinciale Tavernelle - Bagnone che passa per Collesino. Ricorda ancora l’Associazione: «Nel periodo da ottobre 2012 a marzo 2013 si sono perse diverse presenze rispetto allo scorso anno e a quelli precedenti e la previsione per la stagione 2013, alla luce di questa nuova situazione, non fa che aggravare le già precarie condizioni». Varie le aziende in difficoltà, aziende «che investono quotidianamente risorse proprie sul territorio con un forte sostegno all’economia locale e al relativo indotto». Quindi si chiedono come rappresentanti di tutte le aziende agricole e strutture ricettive del territorio: «Misure tempestive di ripristino delle infrastrutture danneggiate e viabilità alternativa; conoscere le tempistiche di realizzo; immediata richiesta dello stato di calamità; sgravi fiscali contributivi e sospensione del mutuo alle aziende e famiglie del territorio interessato dai danni». E «a ciascuna istituzione, Comuni, Unione dei Comuni, Provincia, Regione e Stato, che si faccia carico per le proprie competenze di snellire l’iter burocratico per la realizzazione delle opere necessarie, superando i vincoli del patto di stabilità, e i tradizionali tempi dilatati di tutti gli interventi finora previsti su questo Territorio. Soprattutto chiediamo cosa vogliamo fare di questo Territorio? Ci sono misure preventive efficaci volte alla riduzione del rischio idrogeologico? Noi come aziende abbiamo investito sulla Lunigiana, ma l’ ormai consolidata fragilità e la mancanza di azioni incisive ci scoraggiano dal proseguire in ulteriori investimenti e azioni di promozione, se gli enti e le istituzioni che ci rappresentano non sono in grado di trovare delle soluzioni efficaci che badino alla manutenzione e prevenzione di questo territorio».
Questa la dichiarazione di Luigi Ringozzi, presidente Legambiente Lunigiana: «L'allarme lanciato dagli operatori turistici della Lunigiana è l'ulteriore testimonianza che stiamo sbagliando le politiche di gestione del territorio. Di fronte a un quadro generalizzato e sempre più grave di fragilità idrogeologica della Lunigiana le scelte portate avanti dagli enti pubblici dimostrano tutta l'inadeguatezza. Legambiente sostiene, inascoltata, che occorre cambiare decisamente rotta, per passare dalla cultura della “riparazione” post emergenze alla gestione permanente della prevenzione dal dissesto».
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