Sicurezza
Imprenditrice sfrattata pronta a rivolgersi a Torino
La signora Assunta Del Freo, in cerca di giustizia, punta alla procura piemontese Varie vicende giudiziarie a lei favorevoli non hanno poi avuto un esito pratico
CARRARA. Lo aveva preannunciato, e ha mantenuto la parola. La signora Assunta Del Freo, imprenditrice protagonista di una vera e propria odissea iniziata il 4 agosto del lontano 2003 (fu sfrattata dall’appartamento di via Puliche e non vi è più potuta rientrare nonostante le sentenze favorevoli), nel corso degli anni ha accumulato tutta una serie di controversie giudiziarie nelle quali, pur risultando sulla carta dalla parte della ragione, al tirar delle somme non si è vista riconosciuto l’esito dei procedimenti.
A difficoltà si sommano difficoltà. Di recente, si è trovata a dover denunciare il furto di mobili a lei appartenenti (svolge attività di rappresentaza sia di prodotti di livello per la casa che di arredamento) e che per i problemi di trovare una residenza stabile, aveva momentaneamente sistemato in Versilia. Su questo capitolo, ha presentato un esposto alla procura di Lucca.
Dello sfratto abbiamo detto: la Corte d’Appello ha riconosciuto il suo diritto ad abitare in via Puliche, ma quella sentenza di secondo grado di fatto è rimasta lettera morta, e la signora Del Freo continua a vagare in cerca di sistemazione definitiva.
Altro problema, con un primario istituto di credito. Tutto nasce con un protesto del 1998, che il tribunale di Massa annulla nel 2001; sulla base di quel pronunciamento, la signora Del Freo avvia una causa per danni, visti gli strascichi che quel protesto aveva provocato, e nel 2008 le viene dato ragione. Sono passati cinque anni, ma di quei soldi riconosciutigli dai giudici non ha visto neppure un euro. E’ in causa da 15 anni anche per l’eredità di un appartamento, a quanto sostiene perché i fascicoli sarebbero stati smarriti.
Sembra un incubo, ma è la realtà quotidiana che la signora Del Freo si trova a dover affrontare. Ma come aveva anticipato nel precedente articolo da noi pubblicato a inizio mese, non si arrende. Ha così preso contatto con la procura della Repubblica di Torino, che per un’altra vicenda (l’affaire della moschea in Iraq) ha già dovuto occuparsi di questioni apuane, per poter esporre tutto l’iter delle sue traversìe. E quindi presentare anche alla procura piemontese un esposto “riassuntivo” in cui cercare di avere giustizia su tutte le questioni rimaste aperte.
In contemporanea, è pronta a presentare l’ennesima richiesta di maxi risarcimento danni. Nonostante le difficoltà pratiche, insomma, lo spirito battagliero è ancora intatto. (m.b.)
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