Il Tirreno

E ora spunta l’ipotesi di un rito satanico

E ora spunta l’ipotesi di un rito satanico

A Quarto grado emerge anche che gli inquirenti hanno chiesto in tutta Europa se vi sia un serial-killer che agisce così

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CASTELNUOVO MAGRA. Il mistero si infittisce e certamente la puntata di “Quarto Grado” di Salvo Sottile andata in onda venerdì sera ha ulteriormente allargato il campo delle ipotesi sul delitto di Marisa Morchi, la pensionata di 77 anni uccisa la mattina di giovedì 16 marzo da un carnefice spietato, un “mostro” come lo chiama la figlia, che l’ha colpita (13 colpi violentissimi) con una pesante arma da taglio (spada, roncola, un machete o altro ancora).

Il servizio, che ha descritto con minuzia il profilo della donna, l’ambiente sociale in cui viveva e la scena del crimine, ha evidenziato ancora le tante domande che ci sono intorno al delitto e in particolare la questione legata al “galletto” trovato morto.

La figlia Marina Palma, stravolta dal dolore ha risposto alle domande del giornalista come accaduto anche per la trasmissione “Chi l’ha visto” ma in questo caso le ipotesi ventilate dai giornalisti Mediaset erano ancora più nette.

Ad esempio, il criminologo e psichiatra Alessandro Meluzzi, ha ipotizzato che si possa trattare di un omicidio legato a un rito satanico, e questa sarebbe una pista ulteriore. Meluzzi ha sottolienato che ci possono essere comportamenti psicopatici che assecondano simbologie che hanno qualcosa a che vedere con il misterioso. Ma Sulla base di quanto raccolto dai cronisti di “Quarto grado”, gli inquirenti stanno svolgendo controlli a 360 gradi: quindi, interrogatori sui vicini di casa e su quanti possono aver avuto rapporti con la signora Marisa, ma anche una rogatoria internazionale, per capire se in Europa ci siano stati casi analoghi di omicidi “rituali”, con le mani semi-mozzate (anche se non viene esclusa l’ipotesi di lesioni da difesa) e le caramelle disposte in fila a fianco del cadavere, e quindi se possa trattarsi di serial-killer. E ancora: si stanno esaminando i tabulati delle lineee dei cellulari presenti nei dintorni fra le 10 e le 13 di quel giovedì della scorsa settimana. Impressionante anche la ricostruzione della scena del crimine, con la sagoma di Marisa riversa a terra sul pavimento.

A 10 giorni dal terribile episodio, dopo oltre una cinquantina di persone ascoltate tra le caserme di Castelnuovo Magra, Sarzana e La Spezia, i sopralluoghi dei Ris, i sigilli fatti saltare da qualcuno che ha tentato di entrare o rientrare nella villetta (dalla finestra posteriore), l’acquisizione dei tabulati del telefono di casa di Marisa, l’acquisizione di tutti i filmati girati dalle telecamere esterne pubbliche e private nel raggio di alcuni chilometri, le tante piste emerse, il killer è ancora libero.

E questo aumenta la paura tra la popolazione e le illazioni. Tornando alle domande. Ci sono i segni: caramelle lasciate accanto al cadavere insieme ad una fotografia in cui la 77enne compariva all’età di 4 anni, il galletto ucciso rinvenuto nel cassonetto vicino alla casa che per uno degli ospiti della trasmissione “Quarto grado”, il criminologo e psicoterapeuta Alessandro Meluzzi farebbero pensare ad una morte legata a un rito satanico. Oppure quei segni potrebbero essere un mix di confusione e il tentativo di sviare le indagini.

Marina Palma, la figlia della vittima, ha detto nell’intervista di Quarto Grado, che sua madre era «una persona forte, coraggiosa, una persona su cui si poteva contare». Si è augurata che anche con l’aiuto della comunità, «si possa riuscire a trovare questo mostro».

Gli inquirenti lavorano incessantemente, per dare un volto e un’identità a chi ha compiuto l’assassinio. Gli abitanti di via Palvotrisia, scossi da quantro accaduto, stanno vivendo giornate di interrogativi, dal giorno del ritrovamento della povera Marisa esangue nella sua abitazione.

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di Redazione web