Il Tirreno

Da Carrara a New York epopea dei fratelli Piccirilli

Da Carrara a New York epopea dei fratelli Piccirilli

Maria Mattei, insegnante e ricercatrice, ricostruisce la storia dei sei fratelli che da fine 800 agli Anni 40 realizzarono i più importanti monumenti americani

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CARRARA. Da Carrara a New York: la straordinaria storia dei Piccirilli Brothers e del più famoso Studio di Scultura degli Stati Uniti d' America è al centro di una ricerca della professoressa Maria Mattei, insegnante di inglese (è titolare dell’Open Centre Academy). Da mesi sta svolgendo una ricerca per conto dell’Università Brown del Rhode Island, e nei suoi studi ha trovato la storia di questi fratelli dimenticati, partiti dalla nostra città alla fine dell’800.

Riportiamo ampi stralci di una sintesi del suo studio.

Tanti capolavori. La statua colossale di Abramo Lincoln a Washington, le figure classiche sopra le colonne della Borsa di New York, i due leoni in marmo che stanno a guardia della Biblioteca Pubblica sulla Quinta Strada, il Maine Monument a Central Park, il Washington Arch all' ingresso del Greenwich Village, alcune sculture conservate al Metropolitan Museum of Art, I Quattro Continenti e i bassorilievi in vetro del Rockfeller Centre: sono solo alcune delle opere eseguite da sei fratelli scultori emigrati da Carrara nel 1880. I Piccirilli non solo hanno scolpito i capolavori di artisti come Chester French e Saint Gaudens,ma hanno progettato, modellato ed eseguito alcune delle più belle sculture della prima metà del XX secolo.

Seguiamo ancora la ricostruzione di Maria Mattei. Tutto nasce nel 1860 con una romantica storia d'amore tra una fanciulla apuana e uno scultore appena diciassettenne che lascia Roma per unirsi ai Garibaldini. Giuseppe Piccirilli arriva a Firenze per arruolarsi, ma è troppo giovane e viene rispedito indietro.Tenta ancora, con le truppe che si stavano raccogliendo a nord .Ha successo e a Massa, dove si trova per l'addestramento, si innamora di una giovanissima fanciulla, Barbara Giorgi, figlia di un albergatore. Giuseppe le promette che sarebbe tornato per sposarla e onora la promessa, il 9 aprile del 1862. Nascono sei figli maschi: Attilio, Ferruccio, Orazio, Furio,Masaniello, Getulio e una bambina Jole. Giuseppe avvia uno studio di scultura a Carrara ed è assorbito dal lavoro che procede tra alti e bassi. Attilio , Furio e Masaniello frequentano l'Accademia di Carrara e di Roma. Ferruccio, Orazio e Getulio studiano con il padre. Forse a causa di problemi finanziari, forse alla ricerca di un avvenire migliore, i Piccirilli lasciano Carrara alla volta di Boston. Si imbarcano sul Roman da Londra e nel giugno del 1888 sono a New York. E'quello un momento fortunatissimo per la scultura americana e nel 1890 i sei fratelli aprono uno studio di scultura sulla 142 East, nel Bronx.

Uno studio enorme. Lo studio con annessa abitazione è enorme, un possente elevatore solleva giganteschi blocchi di marmo, la facciata, molto elegante, è adornata da fregi. Ricorda gli studi d'arte di Carrara e rimarrà attivo fino agli anni 40.

E' agli Studi d' Arte dei Piccirilli Brothers che gli scultori americani si rivolgono per far eseguire, in marmo, i propri modelli. E sono i sei artisti emigrati da Carrara che diventano il fulcro di una vera e propria rivoluzione nella scultura in America. Agli inizi dell'800 molti artisti d'oltre oceano vengono in Italia per affinare le proprie doti e realizzare, negli studi, i modelli di argilla. Ma sono gli assistenti Italiani a "sporcarsi le mani" e a finire se non a realizzare l'opera. E, mentre il nome dell'artista ideatore viene immortalato ai piedi della statua, quello dello scultore-realizzatore che ha dato forma al marmo, viene dimenticato. Con i Piccirilli tutto cambia e il loro studio-laboratorio diviene una tappa obbigata nella realizzazione delle opere degli scultori americani.

Scrive ancora la Mattei: i Piccirilli diventano il simbolo del legame naturale che unisce arte e maestria artigianale. Nel 1921 Adeline Adams scrive sull American Magazine of Art: "I sei fratelli hanno regalato all' America, portandola dalla loro terra natia, arte,scienza e capacità di liberare l'angelo dalla pietra".E' un grande romanziere Americano, Nathaniel Hawthorn nel Fauno di Marmo, a descrivere il processo di trasformazione del modello in creta. Scrive: "Negli studi italiani ci sono uomini la cui abilità è forse più squisita di quella degli antichi. Lo scultore deve solo presentarsi con un modello e un blocco di marmo e dir loro che la figura è intrappolata nel materiale.... le opere che tanto ammiriamo non sono però il suo lavoro, ma quello di qualche macchina senza nome e di forma umana”.

Dopo i trionfi, la discriminazione. Questo - osserva la Mattei - vale anche per i Piccirilli che fanno i conti con l'anonimato e come gli altri immigrati italiani, anche con il pregiudizio e la discriminazione. Così, ad esempio,quando il governatore della Virginia, nel 1930, chiede che venga eseguito un busto di Jefferson per il Campidoglio e spedisce i suoi collaboratori a New York, i disegni di Attilio vengono bocciati dalla competente commissione e non proprio per motivi artistici. Era già accaduto con la New York Historical Society: semplicemente, non si voleva uno scultore con quel nome italiano tra i piedi. Il pregiudizio anti italiano guida anche la Commissione per il Lincoln Memorial che rigetta il suggerimento di Chester French di apporre il nome Piccirilli sul piedistallo del Memoriale. Quegli anni sono anche segnati da un forte movimento radicale al quale partecipano i sindacalisti italiani, sono gli anni delle deportazioni di anarchici e sovversivi, gli anni di Sacco e Vanzetti. Attilio Piccirilli è in prima fila nel movimento culturale , artistico e letterario americano. Nel 1923 fonda la Leonardo Da Vinci Art School nel Village con lo scopo di "diffondere tra i figli dei lavoratori la scintilla dell'arte". La scuola provvede alla formazione artistica degli immigrati e molti corsi si tengono di notte. Quattro studenti della scuola voluta da Attilio Piccirilli vincono il prestigioso "Prix de Rome" che consente al vincitore di poter studiare nella capitale italiana per due anni. Uno studente della Da Vinci, Isamu Noguchi, diventerà uno dei più famosi scultori del XX secolo. La scuola ottiene riconoscimenti dalle maggiori personalità dell’epoca: Edison, Dreiser , Toscanini,Coolidge, Sherwood Anderson, Pirandello , Dewey , Roosvelt , la Duse. Gli studenti vengono invitati da Attilio allo studio, qui possono vedere i fratelli al lavoro, mangiano e discutono insieme ai loro amici : Fiorello La Guardia ed Enrico Caruso.

Cade l’oblio. Con la fine degli anni 40 sul più grande studio di scultura di tutta l'America scende il silenzio e il mistero. Dello studio, demolito probabilmente negli anni Sessanta, non è rimasto un solo documento, nulla degli archivi. Tutti e sei i fratelli per ragioni sconosciute si rifiutano di trasmettere la loro tradizione artistica a i figli. Persino la sepoltura delle tre ultime generazioni della famiglia di scultori è circondata dal mistero. Al Woodlawn Cemetry la sepoltura dei Piccirilli è segnata solo da una scultura che rappresenta una madre dolente con bambino. Nessun altro segno , nessuna indicazione, o parola menziona i 16 membri della famiglia Piccirilli che sono stati lì sepolti.

Da qualche anno - conclude Maria Mattei - l'America ha finalmente iniziato ad infrangere l'oblio che ha avvolto questa importantissima famiglia di scultori che possedevano,a detta del Prof Reynolds della Columbia University, qualcosa che altri non avevano , " quando prendevano il cesello in mano facevano cantare la pietra". Un'arte che dovrebbe tornare a splendere anche nella città da cui tutto iniziò, circa 150 anni fa.

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