Il Tirreno

Pina Bigini ritira la candidatura

Pina Bigini ritira la candidatura

L’avvocato indipendente scelto dal Pd: «Altro che schieramento unitario, prevalgono divisioni e scontri»

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MASSA. Pina Bigini ha ritirato la candidatura. L’avvocato (e insegnante al Toniolo) solo 48 ore fa aveva detto sì alla proposta del Pd: una candidatura indipendente (Bigini non ha tessere in tasca) per trovare il massimo consenso nel centrosinistra. Il disegno, il sogno dirà lei nella lettera che di seguito pubblichiamo, non ha avuto seguito visto che nessuna forza del centrosinistra, soprattutto Sel, l’ha appoggiata, nessuno nel Pd (tranne Domenico Ceccotti) ha fatto segno di fare un passo indietro anzi nel giorno dell’annuncio è seguita la candidatura anche di Lele Bertocchi. Bigini dunque ha volato un giorno ma, comprensibilmente, ha fatto lei un passo indietro: portava un ramoscello di pace, non è persona da battaglia cruenta.

E così ecco che l’avvocato ha scritto una garbata lettera al segretario del Pd Cesare Ugolotti. Scrivendo: «Egregio signor segretario, è mio dovere ringraziarLa per la proposta di candidatura alla carica di Sindaco della città, per la lista del Partito Democratico, nel contesto delle primarie, per la scelta del candidato della coalizione di centro sinistra.

Ho accettato e devo ammettere che mi si era aperto un bel sogno, potere portare un contributo alla mia città in uno schieramento unitario delle forze politiche che si richiamano ai valori della Costituzione.

Apprendo che la mia candidatura ha ulteriormente approfondito divisioni già esistenti e che tutti sono pronti a combattere gli uni contro gli altri. Sottolineo che sono indipendente e appartengo alla società civile e non conosco, né voglio conoscere questo tipo di confronto. Ho imparato che i partiti servono a concorrere alla vita del paese, non ad aprire arene per gladiatori. Ringrazio quella parte della cittadinanza che con me già aveva sposato la sfida della svolta, ma con la stessa repentinità dell'apparizione, ritorno al mio lavoro ed ai miei impegni quotidiani».

Bigini esce di scena. E il Pd si rituffa in riunioni su riunioni per cercare di parare il colpo. Cesare Ugolotti, il segretario, è dispiaciuto ma comprende la scelta di Bigini. «Avevamo offerto all’intera coalizione un nome, una donna, che poteva interpretare la richiesta di rinnovamento della politica che muove dalla società civile. Prendiamo atto che nessuna forza del centrosinistra ha colto questa opportunità e che nessuno dei candidati già in campo come Venè e Bertocchi abbia fatto un passo indietro dando priorità alle proprie ambizioni personali. Prendiamo atto e andiamo avanti».

A ingarbugliare il quadro politico la decisione di Sel di correre nel recinto delle primarie del centrosinistra, mentre Arancioni, Udc e Api hanno deciso di andare per conto proprio. Non parteciperanno alla primarie ma presenteranno un loro candidato a sindaco. Non sarà Roberto Pucci che nei giorni scorsi si era speso per portare l’attuale maggioranza alle primarie (e anche in questo caso senza la sua candidatura). I motivi della rottura definitivi verranno spiegati oggi in una conferenza stampa ma in sostanza si lamenta la mancanza di un vero programma condiviso e il voler rimarcare in ogni occasione, specie da parte del Pd, la discontinuità con il passato. Ovvero un giudizio negativo dell’attuale amministrazione.

Intanto continua la raccolta delle firme per le primarie del 7 aprile. Come Volpi anche Evangelisti ha già raggiunto il traguardo minimo delle 400 firme e punta al massimo delle 600.

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