La manifestazione
«Nuovo ponte, manca la roccia d’appoggio»
Lo sostiene il Comitato 63 di Serricciolo che punta il dito sulla perizia geologica per il progetto
AULLA. Starebbero emergendo problemi nei lavori di realizzazione del nuovo ponte a Serricciolo, problemi legati al fatto che gli operai, negli scavi nel letto del torrente Aulella, non starebbero trovando la roccia indispensabile per poggiarvi i micropali.
A sostenerlo è il comitato “Ponte 63”, secondo cui le condizioni del terreno non corrisponderebbero a quelle emerse in sede di perizia geologica: «La roccia per appoggiare i micropali è spesso molto più in basso rispetto alla quota prevista - scrive il comitato - e a volte nemmeno c’è, costringendo la squadra a eseguire più perforazioni e molto più profonde. A ciò si aggiungono i ritardi dovuti alle avverse condizioni meteorologiche, come la pioggia e la neve delle settimane scorse. Inoltre, la recente piena del torrente Aulella ha sommerso i macchinari impegnati sotto le pile e probabilmente dovrà essere deviato il corso del torrente per poter proseguire in sicurezza la costruzione delle pile».
Ironia della sorte, poi, se il tanto agognato guado sembra essere sempre di più un miraggio, anche sulla realizzazione del guado interno al cantiere sembra che Serricciolo sia un territorio stregato.
«Si aggiunga ancora che la squadra di lavoro, composta da poche unità, ha cercato di costruire un guado di cantiere, ma senza riuscirci, perché il cantiere - prosegue il comitato - si trova in un punto di forte corrente che trascina i tubi a valle appena appoggiati nell’acqua: ciò significa che per passare da una sponda all’altra del torrente, gli operai devono fare il giro dalla strada provinciale di Canova fino a Rometta e Serricciolo: oltre 10 chilometri di strada trafficatissima. Insomma è molto probabile che l’apertura slitterà all’autunno. E siamo certi di essere ottimisti».
Da sottolineare che il sindaco di Aulla, Roberto Simoncini, ha promesso le proprie dimissioni se il nuovo ponte non sarà pronto entro giugno.
«Tutto questo col beneplacito dell’amministrazione comunale che non solo non vede, non sente, non parla con noi, ma nemmeno sostiene la nostra battaglia per risolvere una situazione sempre più drammatica, non è presente alle riunioni a fianco del comitato (ma solo a quelle ristrette, di cui poi non ci informa) e si guarda bene dal condividere le legittime istanze di sicurezza e normalità della propria gente» conclude il comitato “Ponte 63”.
Gianluca Uberti
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