Italia
«No all’oblio sulla morte della mamma»
La figlia Marina Palma teme che il delitto della madre Marisa Morchi resti senza un colpevole e per questo si è rivolta alle tv
CASTELNUOVO MAGRA. «Ho voluto rivolgere un appello in tv per evitare che l’oblìo scenda troppo presto sulla terribile morte di mia madre: come spesso accade in questi casi, al tanto clamore iniziale subentra un repentino velo di silenzio che poi li manda nel dimenticatoio. Non voglio che accada a noi e farò di tutto per tenere alta l’attenzione, anche se, devo ammetterlo, adesso sono stanca di ripetere sempre le stesse cose su chi era e come viveva la mamma».
Marina Palma ha sempre scandito le parole con voce flebile, ma adesso si avverte che proprio non ce la fa più.
A oltre una settimana dall’efferato omicidio di Marisa Morchi (che risale a giovedì della scorsa settimana), la figlia teme che la vicenda venga presto sommersa da altri fatti e che la gente si dimentichi in fretta del delitto di via Palvotrisia.
«So che gli inquirenti stanno facendo di tutto per venirne a capo - aggiunge la donna - ma più il tempo passa in me sale l’incubo che l’assassino non venga preso. Siamo speranzosi che il lavoro degli investigatori abbia concreti e veloci risultati. Ormai è l’unica consolazione che resta a me e ai miei figli».
Un attimo di pausa, come per riprendere forza e Marina Palma prosegue: «Anche la troupe di “Quarto Grado” si è interessata al caso e sono stata quindi contattata. Mi hanno detto che durante la trasmissione di stasera su Rete Quattro (ieri sera, per chi legge ndr) si parlerà della mamma. Spero che tutto questo serva a qualcosa. Ho accettato di comparire in televisione solo per il fatto di mantenere viva l’attenzione. Ne avrei fatto volentieri a meno dato che una tale forma di pubblicità proprio non mi si addice. Siamo gente semplice, come lo era la mamma, la cui vita era tranquilla, metodica, quasi cronometrata. Si divideva tra il lavoro a casa sua e il sostegno alla mia. Ogni giorno era puntuale nel portarmi il pranzo, con la sua bici. Poi si mangiava assieme, un po’ chiaccherando del più e del meno e, a una certa ora, inforcava di nuovo la bicicletta per tornare alle sue faccende, accudire la casa e gli animali. Una vita limpida e serena, la sua, che qualcuno ha voluto spezzare in modo così tanto orribile. Ormai non so più che aggiungere in merito all’esistenza condotta dalla mamma».
Nessun commento, da parte di Marina Palma, alle indagini, alle ripetute visite dei Ris, alle mille illazioni che si stanno alzando attorno al massacro della madre, compresa la storia delle caramelle poste attorno al cadavere e di quelle che Marisa Morchi avrebbe ingerito prima della morte.
«Tutto può essere - conclude Marina Palma - a noi interessa sono il buon esito delle indagini. Ci siamo affidati agli inquirenti e siamo fiduciosi nel loro lavoro».
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