Sicurezza
Epo nelle gare amatoriali delle Apuane
Blitz dei Nas all’alba: arrestati sei atleti dilettanti. Perquisita un’abitazione a Montignoso. Gli indagati sono venticinque
MASSA. Quando gli hanno chiesto di sottoporsi a un controllo antidoping, dopo aver partecipato alla gara del campionato cicloamatori Uisp di Arpiola di Mulazzo, Francesco Fiorenza si è rifiutato. Quel suo no però ha destato più di un sospetto, così l’episodio è stato segnalato alla procura di Massa-Carrara. Era il 24 maggio del 2009 e il sostituto procuratore Federico Manotti aprì un fascicolo chiedendo di mettere sotto controllo le utenze telefoniche del ciclista di origini campane di Ponte Buggianese, nel pistoiese. Il magistrato - nel frattempo trasferito a Genova - aveva visto giusto. Ieri mattina un centinaio di carabinieri su disposizione del gip Giuseppe Laghezza hanno eseguito sei arresti (due domiciliari), dieci obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, ventidue perquisizioni locali e personali.
Un’operazione che ha toccato, oltre alla Toscana, Lazio, Campania, Basilicata, Puglia e Calabria. Nella provincia apuana è stata perquisita l’abitazione di un corridore amatoriale a Montignoso, mentre a livello regionale il cuore dell’indagine è nel pistoiese. Come confermano i nomi delle persone colpite, oltre a Fiorenza, dall’ordinanza di custodia cautelare: Carmine Galletta, 36 anni, di Pomigliano d’Arco, Michele Sgambato, 36 anni, residente a Monsummano Terme, Raffaele Falzarano, 32 anni, di Lamporecchio, e Alfonso Fanzarano, 35 anni, di Monsummano Terme. Ai domiciliari anche un agente di polizia con la passione del pedale: Armando Marzano, 43 anni, di Caivano (Napoli).
Il procuratore capo Aldo Giubilaro e il sostituto Alessandra Conforti (che ha ereditato il fascicolo da Manotti) hanno raccontato - insieme agli ufficiali dei Nas tenente colonnello Giovanni Capasso e capitano Fedele Verzola - l’indagine senza svelare i dettagli che devono ancora essere oggetto di provvedimenti. Nell’inchiesta, denominata Amateur, l’accusa per le 25 persone indagate è di associazione a delinquere dedita al traffico ed al commercio di sostanze vietate per doping, ricettazione, assunzione di sostanze dopanti, esercizio abusivo della professione medica e truffa ai danni dello Stato.
Nel 2009 il Nas di Firenze ha avviato le indagini su alcuni partecipanti a due gare ciclistiche amatoriali (oltre quella di Arpiola di Mulazzo anche la tappa massese del Giro delle Apuane) dove personale medico della commissione per la vigilanza e il controllo sul doping effettuava dei prelievi di campioni biologici, i cui successivi esami hanno riscontrato la positività di alcuni atleti a sostanze farmacologicamente attive, vietate per doping.
I successivi accertamenti del nucleo facevano emergere un consistente traffico di sostanze dopanti (in particolare a base di eritropoietina — Epo) provenienti dalla Campania, che l’organizzazione - composta da quattro persone - reperiva sul mercato nazionale e in minima parte all’estero e, con il concorso di alcuni degli altri indagati (tutti comunque assuntori di tali sostanze), distribuiva nell’ambito del ciclismo amatoriale toscano. Sono già state sequestrate circa 200 dosi di farmaci anabolizzanti, di cui 140 a base di Epo, nonché alcune confezioni monouso di medicinali contenenti due nuove tipologie di sostanze dopanti: il Cera (Continuous erythropoietin receptor activator) e l’Epo Zeta. Tali principi attivi, tra gli ultimi ritrovati nella pratica doping, di difficile individuazione nelle analisi di laboratorio.
A sorprendere è il fatto che il doping di ultima generazione venisse usato nelle gare amatoriali. Sia per il costo (sui 150 euro a kit) sia per la pericolosità. «Rischiavano la salute per potersi vantare con gli amici delle gare vinte», ha commentato amaramente Giubilaro. Ma tra i consumatori di Epo c’era anche un ciclista professionista sudamericano. Anche lui saltato fuori dalle intercettazioni. Il nome in procura però non lo fa nessuno.
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