Proteste
Anche dalla Brianza per cacciare a Mulazzo
La singolare storia della squadra presieduta da Stefano Rodi, anche a loro avviso potrebbero bastare due giorni di apertura al cinghiale (mercoledì e domenica)
MULAZZO. Il "Gran Bar" di Stefano Rodi nel centro di Villafranca pullula di cacciatori. Ogni giorno. La stagione non è mai chiusa, un po' come il calcio in estate: si parla di battute mitiche, di cani, la passione di tanti, ci si organizza e si tiene stretto il filo dei ricordi. Aveva da poco compiuto 30 anni Stefano quando la sorte gli ha messo in mano la gestione della squadra 35; è stato un po' come dare la fascia di capitano ad un giovane arrivato dalla Primavera. Stefano, oggi 40enne, è il figlio di Bruno Rodi, storica figura della caccia al cinghiale scomparso nel 2001 e fondatore insieme a Romeo Pagani, Marino Federici, Giovannino Cori, Paolino Belloni, Franco Bielli e Franco Vannini, della "Castevolese". Dal 2002 è il capo squadra della 35, un "allievo" costretto a diventare "maestro" in fretta: «All'inizio è stato difficile calarsi nel ruolo e prendere le redini di mio padre che è sempre stato un punto di riferimento per me e per tutta la squadra; senza il gruppo dei veterani, gli amici che con mio padre hanno fondato la nostra squadra nel '78, sarebbe molto più difficile. L'esperienza non è mai abbastanza. Loro rendono più facile un ruolo che facile non lo è».
La storia della Castevolese inizia, alla fine degli anni '70: «Le nostre serate alla Casa di Caccia sono piene anche di ricordi e spesso sento le storie, tante, che hanno dato vita alla nostra squadra. La passione di mio padre non poteva non contagiarmi: avevo 12 anni, forse 13, quando ho iniziato ad andarci dietro. All'epoca non c'erano i distretti e per assicurarti le zone dovevi anche dormire nei boschi. Qualche volta mi ha permesso di farlo. Ho dei bellissimi ricordi». E' stato dopo aver finito il militare che la «vera passione è scoppiata: oggi - confida - è una malattia». Prima di spostarsi nel distretto di Mulazzo, la "Castevolese" cacciava a Tresana: «Questo fino al 93'; - spiega - la nostra squadra è formata in prevalenza da gente che abita e vive a Mulazzo anche se negli ultimi anni si sono aggregati cacciatori da fuori provincia. Vengono anche dalla Brianza con il pulmino». Un gruppo di appassionati iscritti alla 35 che non perde un colpo, è il caso di dirlo, e ogni mercoledì e domenica sale a bordo di un pulmino carico di cani e di tutto il necessario per venire a cacciare a Mulazzo: «Gente seria, brave persone che hanno una passione straordinaria. Come loro, tutti i componenti della squadra che non smetterò mai di ringraziare per la disponibilità e per tutto quello che fanno. Siamo molto affiatati».
Nonostante nel Comune di Mulazzo si avvicendino ben quattro squadre, nessuna rimane mai con la polvere da sparo nelle doppiette. Il 2012 è stato l'anno mirabilis: 190 cinghiali abbattuti. «Mai successo - racconta Rodi - la nostra media si aggira intorno agli 80-90 capi». E come ogni buona tradizione anche la 35 non è immune da classifiche e hit parade: «Da qualche tempo abbiamo tolto la bacheca delle padelle - sorride - perché per la paura di non centrare il bersaglio, la gente aveva iniziato anche a non sparare. Resiste invece la bacheca del capo-cannoniere che ha fatto, se non sbaglio, ben 15 centri».
La squadra di Rodi è ricca di personaggi che il mondo dei cacciatori bene conosce: «Robertino Federici per esempio - racconta ancora - uno che scherza sempre e con tutti e non si arrabbia mai, oppure Giuseppe Tommasinelli per tutti Beppino, un altro veterano che la sa lunga». Ciascuno dei componenti ha un ruolo prima e dopo la battuta come Giancarlo Giovannetti, Eugenio Lugari e Bruno Lugari: «I nostri cuochi di Carrara: bravi sia con la terra, e forse ancora più, con il mare. La verità? Si mangia sempre bene».
E' intorno al tavolo dopo una battuta che poco importa se è stata fortunata o meno che la 35 dà il meglio di se: «Ci prendiamo in giro, passiamo serate in compagnia, in amicizia. La battuta però finisce quando recuperiamo i cani. Tutto il resto, dopo, non conta più». Già i cani, Segugi Maremmani ed Italiani, l'altra grande passione di Stefano, con i quali ha conquistato podi e medaglie nelle competizioni: «Amo i cani - ammette - senza di loro le battute sarebbero quasi impossibili soprattutto in Lunigiana dove c'è tanta macchia ed i rovi sono un elemento costante. Nella nostra squadra nel abbiamo una ventina che a rotazione partecipano alle battute. Cani bravi», si affretta a dire. Anche per la 35, come in altre occasioni altre squadre, basterebbero solo due giorni di caccia aperta la settimana: «Tre giorni sono un bell'impegno - spiega - per chi lavora ma anche per i cani che vengono sottoposti ad uno stress frequente. Per me possono bastare anche due giorni soltanto, magari il mercoledì e la domenica. La caccia - conclude - non dovrebbe essere un lavoro, solo uno sport. Il più bello di tutti».
I componenti. Ecco i componenti della squadra 35: Andrea Aliboni, Emanuele Antola, Claudio Balboni, Luigi Bedini, Paolino Belloni, Angelo Benetti, Attilio Bertoli, Paride Bertolini, Dino Betti, Davide Bielli, Franco Bielli, Enzo Brambilla, Lucio Casiraghi, Elio Cattaneo, Alfonso Chirico, Luigi Colnaghi, Leonardo Colombi, Rino Coppola, Giovannino Cori, Luciano Crippa, Antonino Cristello, Marino Federici, Antonio Filippi, Marco Franchi, Luca Fruzzetti, Giancarlo Giovannetti, Ernesto Giovannelli, Augusto Graziano, Mario Incerti, Bruno Lugari, Eugenio Lugari, Nicola Lugari, Virliccio Magurno, Carlo Malossi, Giampiero Manganelli, Claudio Mantellini, Cesare Mazzoli, Paolo Menconi, Sandro Merli, Michele Musetti, Mirko Narra, Marco Novena, JonathanPagani, Romeo Pagani, Claudio Palagi, Roberto Palagi, Fosco Panesi, Pietro Parravicini, Vittorio Pirozzo, Giovanbattista Ravasi, Stefano Rodi, Antonino Romagnoli, Massimiliano Romagnoli, Mario Rossi, Sergio Rossi, Marco Spinetti, Angelo Stighezza, Emilio Stocchi, Massimiliano Strenta, Franco Talamoni, Marco Tarantola, Giuseppe Tommasinelli, Alvaro Tondini, Mauro Tondini, Onfedo Torri, Luciano Urbani, Piero Vatteroni, Alessandro Vignali, Lorenzo Vinciguerra, Gabriele Zangani, Matteo Angelo, Franco Bernardi, Gianluca Capocaccia, Carlo Besana, Ennio Colombo, Emilio Gatto.
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