Attenzione
«Altro che teloni, si viaggia sulle voragini»
Cna e Confartigianato: coprire i cassoni per non alzare polvere sì, ma non risolve il problema. Ci sono altre priorità
CARRARA. Si avvicina inesorabilmente il 15 aprile, giorno dal quale il Comune effettuerà controlli anche con strumenti video fotografici, telematici, elettronici (come dice la nuova ordinanza del 12 marzo scorso), ai camion del marmo; non solo quelli che trasportano granulati, tout venant, polveri, ma da ora in poi anche quelli delle scaglie, «per evitare la diffusione di polveri nell’ambiente». I camion dovranno obbligatoriamente avere strumenti di copertura del carico, cioè i teloni, già oggetto di precedenti ordinanze, e di polemiche.
«I teloni non risolvono il problema delle polveri». Le associazioni di categoria, Confartigianato trasporti e Fita Cna sono sul piede di guerra: «I teloni, anche per le scaglie, non sono la panacea, cioè la soluzione al problema delle polveri», dice Attilio Papini di Confartigianato. E Giorgio Favullo di Cna aggiunge: «Troppo comodo dire “mettete i teloni ai camion”, e poi lasciare la viabilità per le cave nelle condizioni disastrose e scandalose in cui si trova. Buche come voragini, dove le ruote dei camion si rompono, oppure pescano il fango che viene portato a valle, secca e diventa polvere».
«Viabilità a monte in condizioni disastrose». Così l’ordinanza sui teloni, diventa un nuovo oggetto di contesa fra categoria dell’autotrasporto del marmo e Comune. Non viene contestata la necessità di abbattere le polveri, attraverso la copertura dei cassoni, cosa richiesta a più riprese da cittadini e ambientalisti, ma l’autotrasporto rivendica a sua volta condizioni migliori per il proprio lavoro. I rappresentanti delle due associazioni hanno deciso di recarsi lunedì prossimo dall’assessore all’ambiente Massimiliano Bernardi per sottoporgli l’intero problema.
Non è escluso che gli venga chiesto uno slittamento dell’entrata in vigore dell’ordinanza, per avere più tempo e per chiarire alcuni dettagli: «Se il sistema di copertura di un camion si guasta o se il telone si lacera durante le operazioni di carico in cava, cosa deve fare il camionista? Fermarsi e non disendere dalle cave? Rinunciare al carico? Non lavorare finché non ha fatto la riparazione?». Questi e altri interrogativi verranno posti al rappresentante dell’amministrazione.
Ma la priorità, per l’autotrasporto, è quella della viabilità colabrodo e pericolosa, il cui stato è oggetto di un malumore crescente, che potrebbe portare a nuove proteste per sollecitare i lavori.
«Le situazioni peggiori dei manti stradali – dicono Papini e Favullo – sono alle Canalie, e in Belgia. Inoltre le canaline per lo scolo delle acque, dove ci sono, sono intasate o rovinate. Nelle gallerie è un disastro, l’asfalto andrebbe scarnificato e sbassato, perché a forza di rattopparlo il livello si è alzato e i camion con i carichi sfiorano le volte delle gallerie. I camionisti sono stressati dai crateri nelle strade a monte. E quando scendono, scendono carichi di marmo: un rischio continuo per gli autisti. E rotture frequenti dei mezzi. L’autotrasporto, così, non può continuare a lavorare. Manca la sicurezza».
«Non bastano i rattoppi di emergenza». La categoria non chiede solo rattoppi di emergenza, che sono anche stati fatti, «salvo poi veder saltare le toppe per il transito continuo dei mezzi pesanti»; chiede interventi radicali (e più costosi, che forse per questo il Comune ha più difficoltà di bilancio ad effettuare, considerando anche il problema dei pagamenti alle ditte, imbrigliati dal patto di stabilità) di completa riasfaltature delle strade.
Nel mirino da tempo le gallerie della via dei marmi, in particolare la Santa Croce che sbuca alle pese. «La ventilazione della galleria solleva polvere, e altra polvere – dicono Papini e Favullo, – si accumula nell’area di Miseglia bassa». Nel mirino anche le cave e sversamenti di acqua «da controllare», che finendo nelle vie percorse dai camion, ricrea il circolo vizioso del fango e delle polvere.
«Con i teloni sui camion, si migliora l’abbattimento delle polveri, ma secondo noi non si risolve del tutto il problema. per questo temiamo che poi alla categoria vengano imposti ulteriori vincoli», dice Papini.
Insomma, molti punti da chiarire con l’amministrazione. «No a rattoppi spot sulle strade, ma grandi lavori di riasfaltatura, con una tabella degli interventi. Sistemazione delle canaline di scolo, anche per garantire una maggiore durata dei manti stradali rinnnovati. Controlli degli scarichi di acque alle cave; potenziare la pulizia anti polveri a Miseglia bassa». E’ un primo elenco che verrà sottoposto al Comune. «L’ordinanza sui teloni non risolverà granché se non verranno fatti anche tutti gli interventi che chiediamo da tempo».
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