Finanza
Lele Bertocchi in campo: «Giunte in streaming»
Il dirigente Coldiretti alle primarie senza il simbolo del Pd Le sue priorità: più trasparenza sicurezza del territorio e più spese per il sociale
MASSA. «Mi candido alle primarie, perché non posso? Sono un cittadino massese, con la tessera del Pd e ci mancherebbe altro che fosse proprio la tessera del partito che ha inventato le primarie ad impedirmi di partecipare». Emanuele Bertocchi, detto Lele, 52 anni a settembre, uno dei responsabili della Coldiretti di Massa Carrara, in politica da quando aveva 20 anni, consigliere comunale della Dc ai tempi del sindaco Manfredi, partigiani tra gli avi, le colline del Candia tra le migliori amicizie, ha deciso di candidarsi alle primarie di centrosinistra, il 7 aprile, con una lista civica, senza il simbolo del suo partito, il Pd, che ha scelto come suo candidato Giuseppina Bigini. Non ha ancora un programma stilato in punti, Bertocchi, ma sa per certo cosa occorra alla sua città e quali siano le prime cose da fare: «Messa in sicurezza del territorio; la sera quando piove voglio dormire tranquillo; recupero e rilancio del territorio, salvaguardia del Candia, zona enologica, aiuto alle aziende che vi lavorano, esaltazione dei nostri prodotti. Se tutte le famiglie massesi comprassero soltanto una bottiglia di vino di Candia l’anno, avremmo salvato aziende, vitigni, produzione ed economia». Al secondo punto delle sue priorità lo stato sociale: «Ripartiamo dagli ultimi. Ho visto concittadini “andare ai bidoni”, ovvero recarsi vicino ai cassonetti la notte quando nessuno li può vedere, per cercare qualcosa da recuperare. Scene che non si vedevano dai tempi della guerra. Destinerò parte del bilancio allo stato sociale, per una strada asfaltata in meno, e una famiglia aiutata in più. Poi mi sono accorto che vogliamo far trovare lavoro ai nostri giovani e non creiamo le figure professionali che servirebbero sul territorio. Parliamo di turismo e non abbiamo le guide turistiche ad esempio. Io metterò insieme le società di formazione per la creazione delle figure professionali che ci servono».
Idee innovative anche per la gestione della macchina comunale: «Via le porte dagli uffici di assessori e dirigenti, il comune deve essere trasparente, sempre raggiungibile, aperto, disponibile dall'usciere al primo dirigente. E basta segrete stanze. Le giunte sono pubbliche, tanto quanto i consigli comunali e la gente deve sentire e apprendere da lì le decisioni che verranno prese. Riprese televisive, web cam, streaming. Questo è il futuro della politica e non dovevamo farcelo insegnare dai grillini".
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