«Ecco come rilanciare la cultura in città»
Fabio Evangelisti vara il suo progetto e chiama a presentarlo e appoggiarlo Alessandro Benvenuti e Marco Ferrari
MASSA. È un programma ricco e articolato quello di “Massa, una città per la cultura”, progetto integrante del programma elettorale di Fabio Evangelisti, presentato mercoledì sera presso il bar Battistini in una saletta piena di cittadini.
E a presentarlo non sono stati i soliti noti del mondo della politica, ma due noti personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo: Marco Ferrari, giornalista, scrittore, nonché vero ideatore – insieme ad altri – del programma stesso, e l'attore e regista teatrale Alessandro Benvenuti, amico e sostenitore di Ferrari.
«Io non c'entro niente con questa città –scherza Benvenuti parlando con il suo marcato accento toscano – quindi potete fare la scelta che più vi piace. Vi posso dire che Massa non ha una bella nomea in giro per la Toscana e che ha bisogno di vita. E vi posso anche dire che conosco molto bene Marco e so quanto vale e quanto ha fatto a Spezia quando era assessore. Ho letto il suo programma prima di venire qui, giusto per non fare figuracce, ed è un ottimo programma: lì dentro c'è la vita».
L'obiettivo del progetto è uno solo: rivitalizzare l'economia culturale della città. Le idee elencate nel programma di Evangelisti, invece, sono tante.
Fra queste: creare un sistema di esposizione open air nelle due piazze appena pedonalizzate (sullo stile di Pietrasanta) coinvolgendo anche gli artisti locali, creare continuativamente eventi di richiamo come mercato del libro il primo weekend del mese, mercato dell'antiquariato il secondo, quello dei prodotti tipici il terzo e – novità assoluta – un “Massa Buster Festival”, l'ultimo weekend del mese, ossia un festival dedicato agli artisti di strada. E ancora: un “Mediafestival”, ovvero un evento nazionale della durata di tre giorni con diverse location che abbia come tematica l'informazione, anche questa novità assoluta, e l'apertura del Castello tutto l'anno per esposizioni, visite guidate o eventi (oltre all'unico attuale dello Spino Fiorito).
«Parlare di cultura ora in questo periodo di crisi – spiega Fabio Evangelisti – sembrerà fuori luogo vista la dilagante disoccupazione. Ma non è così: la cultura è importante. È importante non solo perché fa crescere l'anima, ma anche perché fa crescere professionalmente e crea posti di lavoro. La città è molto indietro su questo aspetto e per questo io mi sono affidato a una persona del calibro di Ferrari per fare un progetto culturale per la città».
Da buon giornalista Ferrari poi commenta: «La domanda che ci si può porre ora – commenta Ferrari – è: dove si trovano i soldi per fare tutto questo? È chiaro che il lavoro non finisce qui perché serve un continuo monitoraggio dei bandi europei, anche in collaborazione con gli altri comuni limitrofi, una ricerca diretta dei fondi ministeriali e dei fondi regionali, una concordanza di linee con le fondazioni bancarie locali e via dicendo. I fondi ci sono, basta cercarli».
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