Il Tirreno

Cori e applausi all’arbitro: tutti squalificati

Fermata l’intera squadra dei Giovanissimi A della Portuale dopo la gara di Aulla, la società non farà reclamo

4 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Un'intera squadra squalificata del campionato giovanissimi A della Figc: è la Portuale, anno 1998. Il motivo? Avere "intonato cori e applaudito ironicamente" il direttore di gara al termine del recupero di Aulla, finito 3-0 per i padroni di casa. Una curiosità, fra i sedici squalificati anche un ragazzino che non era presente perché aveva il rientro a scuola (ma il direttore di gara ha poi precisato che era a referto, e che si è trattato di un errore di trasmissione dati, quindi almeno lui sarà “riabilitato”). Ha avuto quindi la mano pesante, anzi pesantissima il giudice sportivo di Massa-Carrara, Pierantonio Fantoni. Un’intera squadra interamente squalificata per il calcio giovanile toscano sembra davvero un record difficilmente eguagliabile. Succede tutto al termine del match del campionato giovanissimi A 1998 tra Aullese e Portuale disputato mercoledi 13 marzo scorso, valido come recupero della gara precedentemente rinviata per il maltempo. Gara che l’Aullese si era aggiudicata per 3-0 e che però ha visto i giocatori marinelli protagonisti di atti ritenuti deprecabili durante e specialmente dopo la gara nei confronti degli avversari e del direttore di gara fatto oggetto anche di un coro offensivo “di gruppo” e di applausi ironici; sono proprio i cori offensivi e gli applausi ironici che di fatto hanno provocato la squalifica generale di tutti gli elementi scritti in distinta. Dure sanzioni che precludono alla stessa Portuale la possibilità di poter conquistare il campionato se si considera che i marinelli si dovranno presentare domani in casa della capolista Ricortola (avanti di sei punti) senza giocatori, attingendo forzatamente dai Giovanissimi B 99. Tre dei giocatori gialloamaranto sono stati squalificati addirittura per sei giornate. Due di questi, espulsi, l’uno “Per frase irriguardosa verso l’arbitro ementre si allontanava offendeva lo stesso. A fine gara insieme ad altri compagni intonava cori e applausi ironici verso l’arbitro”, e l’altro “Per offese verso l’arbitro, allontanandosi le reiterava. A fine gara insieme ad altri compagni intonava cori e applausi ironici verso l’arbitro”; sei giornate anche a un giocatore non espulso perché “A fine gara offendeva l’arbitro, inoltre insieme ad altri compagni intonava cori e applaudiva ironicamente lo stesso. Sanzione aggravata in quanto capitano”. Cinque giornate ad un altro giocatore perché “A fine gara offendeva l’arbitro, inoltre insieme ad altri compagni intonava cori e applaudiva ironicamente lo stesso”. Squalificati inoltre per tre gare tutti gli altri dodici giocatori a referto (compreso il giocatore assente), poiché “A fine gara insieme ad altri compagni intonavano cori ed applaudivano ironicamente l’arbitro”. Sono stati squalificati fino al 21 aprile 2013 inoltre il dirigente Tiziano Ratti e l'allenatore Silvio Borghini, entrambi con la stessa motivazione, quella cioè "per non aver adempiuto all'assistenza all’arbitro alla fine della gara per delle manifestazioni di intemperanza da parte di giocatori della propria squadra”.

L’arbitro: mai successo in 25 anni. L’arbitro dell’incontro, Danilo Rocchi (è anche titolare del ristorante Mirador di Podenza), osserva: «Non ho scritto niente di più e niente di meno di quello che è successo. La mia impressione - aggiunge - è che forse i ragazzi non si siano ben resi conto del fatto che fossero in un campo di calcio, di fronte ad un arbitro ufficviale, e non in tribuna fra il pubblico; a volte succede che dallo spogliatoio arrivino delle frasi irriguardose, ma questa volta è stato diverso, tutta la squadra mi ha aspettato, mi hanno fatto cori da stadio e applaudito. Una cosa simile, in 25 anni che arbitro, non mi era mai accaduta. Trovarli invece con questa sfrontatezza, da parte di ragazzi di 14-15 anni, è stato veramente stranissimo, alla fine il comunicato è stato giusto per quello che è accaduto; dentro un campo, con arbitro ufficiale non puoi permetterti di comportarti così». Gli facciamo notare che fra gli squalificati c’è anche un giocatore non presente: «E’ stato un problema di trasmissione via fax, sarà fatta la rettifica». Attuialmente, Danilo Rocchi, che è arrivato ad arbitrare fino all’Eccellenza, fa ancora il guardalinee in Eccellenza, e in più dà una mano alla sezione Aia di Carrara, arbitrando fino alla terza categoria e juniores. Ha 41 anni. «Ad un certo punto, un giocatore mi ha apostrofato, in campo “ma che c... fischi”, e un dirigente, di fronte al fatto che ho espulso quel giocatore, mi ha detto: “ma sono parole che si usano...”. Ecco - aggiunge l’arbitro - penso che invece non bisogna dirle». Però, facciamo notare, secondo l’allenatore Silvio Borghini lei avrebbe apostrofato la Portuale come “squadra di m...”: «Assolutamente no, non ho detto quella frase: se mi mancasse il rispetto per le squadre e i giocatori smetterei di fare l’arbitro. A me resta la delusione per un comportamento che da ragazzi di quell’età non mi aspettavo».

La società ha preannunciato che, almeno per ora, «a malincuore», non farà ricorso: «Ci atteniamo a quello che è stato scritto sul referto e sul comunicato ufficiale», sottolinea il presidente Armando Ferretti. (n.m.)

ALTRO SERVIZIO A PAG. 19

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa