Il Tirreno

«Persona giovane, squilibrata e pericolosa»

La criminologa Roberta Bruzzone traccia un possibile identikit dell’assassino della 77enne

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CASTELNUOVO MAGRA. «Siamo al cospetto di un individuo giovane, forte e con gravissimi squilibri psichici, forse alterato dalla droga. Una persona fuori controllo che ha commesso questo crimine agendo d’impulso, senza poi eseguire rituali specifici, se non quello di farlo a modo suo e quindi ignorando canoni precisi».

Questo l’identikit dell’assassino di Marisa Morchi: a delinearne i contorni, una criminologa di prim’ordine e molto nota alle cronache, Roberta Bruzzone, il cui volto appare spesso in tv nelle trasmissioni che si occupano di gravi fatti di cronaca, come il delitto di Avetrana o quello di Yara Gambirasio. Vicende tragiche che sono approdate sugli schermi delle emittenti nazionali, polarizzando l’attenzione di milioni di telespettatori.

Interpellata sull’omicidio di Marisa Morchi, la nota criminologa ha chiesto un brevissimo lasso di tempo per raccogliere le idee. Poi, a ruota libera. esprime il concetto che si è fatta di colui che ha barbaramente ucciso la 77enne di via Palvotrisa.

«La brutalità con la quale ha agito - prosegue Roberta Bruzzone - indica che siamo al cospetto di un individuo non certo anziano e di debole costituzione, in grado di colpire con forza e ferocia: una persona pericolosa, dunque che conosce il territorio in cui agisce. Il fatto che qualcuno è stato sul luogo del delitto, violando i sigilli, non significa che sia la stessa persona. Di certo non ha voluto, al momento del delitto e, subito dopo, seguire un qualsiasi rituale, semprechè ne sia a conoscenza. Ha agito d’istinto, seguendo chissà quali dettami, anche quando si è accanito sugli animali che la donna custodiva. Stesso discorso per le caramelle attorno al corpo e al ritratto lasciato sul cadavere. Un indecifrabile che ha purtroppo una prerogativa ben chiara: persona pericolosa che si aggira in zona, sia essa di passaggio, oppure residente nei pressi».

Un’analisi agghiacciante, dunque, resa ancor più gelida dal fatto che, a formularla è una criminologa che ripetutamente si trova al confronto di menti alterate.

La dottoressa Roberta Bruzzone, criminologa e psichiatra forense, nei giorni scorsi ha tra l’altro siglato un’intesa con il commendator Andrea Vinchesi e l’avvocato Sandro Castro, per avviare un rapporto professionale - associativo nell’ambito dello studio, dell’analisi e dell’approfondimento delle infermità e delle patologie dipendenti da fatti di terrorismo o di servizio.(f.p.)

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