Il Tirreno

Nieddu chiede 1,5 milioni all’Area Spa

Nieddu chiede 1,5 milioni all’Area Spa

Nuovo capitolo della guerra fra la Porto e il gruppo sardo: chiusi all’improvviso i rifornimenti di carburante

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CARRARA. Un’altra spada di Damocle su una partecipata del Comune, l’Area retroportuale (36 per cento Comune di Carrara, poco meno dell’11 per cento Provincia, 4,2 per cento Comune di Massa, 49% Porto Spa): il gruppo Nieddu chiede infatti danni per quasi un milione e mezzo di euro, dopo l’improvvisa interruzione della fornitura di gasolio.

Se il tribunale dovesse dare ragione all’imprenditore sardo, per il Comune sarebbe una botta, quota parte, di circa 600mila euro.

Sarebbe l’ennesimo colpo, dopo quelli in arrivo per la Progetto Carrara, con la questione delle riserve e del premio di produzione da riconoscere ad Adanti (alla fine, a quanto sembra, sarà trovato un punto di equilibrio a undici milioni di euro).

Ma vediamo cosa succede: l’impressione è che il Comune, quale azionista di Area, si trovi ad essere il classico “vaso di coccio” fra i vasi di ferro Porto Spa e Nieddu-Armamento Sardo che si sono dichiarati guerra a colpi di carte bollate.

In sostanza, a siglare questo atto di citazione sono stati la Logistica Nieddu srl, la Sarda Trasporti e la Inter-Logistics Services, nei confronti di Area spa. Le tre aziende spiegano di far parte del gruppo Nieddu e che nella loro attività di trasporto merci si avvalgono anche di “sub-vettori”, che a Carrara sono 19: Alb Sorin Vasile, Autotrasporti d&b, Autotrasporti Mancini, Eredi Mori Franco di Mori Alessio, Helen Transport & Logistik di E. Furru; Lady Truck srl, Luca Trasporti di Pasca Cornelia Liliana, Pol Transport sas, Seggio Trasporti sca rl, Romio Francesco, Asia Tir srl, Piras Ferdinando Autotrasporti, Caritransport soc. coop., Valitutto Francesco, Santi Cristiano, Bls Trasporti srl, La Veloce soc. coop., Muscas Piero, Toscosarda Trasporti di Porcu c.

In dettaglio, le aziende del gruppo Nieddu spiegano di aver stipulato, a maggio 2010, un contratto verbale con la società Area, che si sarebbe impegnata a rifornire di carburante tutti i camion delle ditte sub-vettori, con l’espresso patto che poi il gasolio sarebbe stato pagato dalle tre aziende stesse del gruppo Nieddu.

Il Gruppo ha fornito di tessere carburante i 19 “padroncini”, e tutto è filato liscio fino al 5 dicembre scorso, quindi per circa due anni e mezzo, quando da un giorno all’altro - così sostengono le aziende del gruppo Nieddu - e senza preavviso, Area Spa interrompeva l’erogazione del carburante.

Nei giorni successivi Area inviava le fatture per il pagamento del carburante restante, circa 684mila euro, soldi che ora il Gruppo Nieddu non intende pagare perché i padroncini, privati della possibilità di rifornirsi di carburante il 5 dicembre e nei giorni successivi, non hanno potuto svolgere i servizi di trasporto, causando gravi danni alle società committenti.

Un danno oltre che di “onore e reputazione”, le tre società del gruppo Nieddu individuano anche come strettamente patrimoniale, avendo perso - sostengono - numerosi clienti di primaria importanza che per la mancata consegna della merce hanno a loro volota chiesto i danni.

I viaggi saltati sono stati in dettaglio 64, del valore di 2mila euro ciascuno, e siamo a 128mila euro di danni; per le mancate consegne del 5 dicembre, Parmalat ha tolto Nieddu dall’elenco dei fornitori, e Parmalat era un cliente da 480mila euro l’anno: tolti i costi vivi, il mancato guadagno è di 250mila euro l’anno, il rapporto proseguiva da sette anni, il gruppo Nieddu chiede ad Area di ripagare il mancato guadagno di cinque anni: un milione e 250mila euro. Anche il Gruppo Billa ha contestato la mancata esecuzione dei trasporti e ritiene responsabile il gruppo Nieddu della mancata vendita nei supermercati della Sardegna della merce in promozione. E così la Reckitt Benckiser Italia ha messo in mora il Gruppo Nieddu; altre contestazioni da Dhl International e dalla Stef Italia. Il danno patrimoniale è quantificato in un milione e 378mila euro; il danno di onore e reputazione si quantifica in 100mila euro.

Appuntamento in tribunale a Carrara il prossimo 21 giugno. Gli avvocati del gruppo Nieddu, Filippo Bassu e Massimo Santella.

Chiedono quindi il riconoscimento del danno patrimoniale per grave responsabilità contrattuale; e anticipano che ogni richiesta di pagamento della controparte della fornitura di carburante rimasta in sospeso “deve considerarsi infondata” e “fin da ora si eccepisce che la stessa debba formare oggetto di compensazione totale o parziale con il credito risarcitorio”.

Insomma: non solo Area rischia di rimetterci i 684mila di carburante non pagato dal Gruppo Nieddu, ma anche di pagare un altro milione e mezzo di danni.

Massimo Braglia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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