Sicurezza
«Nessun contributo per il nostro negozio inghiottito dal fango»
L’appello di un carrarese titolare del Gelomar di Aulla «Danni per 400mila euro, non abbiamo potuto riaprire»
AULLA. Dopo l’alluvione dell’ottobre di due anni fa lui non è riuscito a rimettersi in piedi. E ora l’ imprenditore carrarese, Bruno Mazzanti, socio insieme al fratello di una piccola azienda, la Gelomare nel centro di Aulla, fa un appello, per avere chiarezza sui finanziamenti del dopo alluvione.
«Il 25 Ottobre 2011 il fiume Magra straripando ci ha letteralmente cancellato, sei metri e mezzo di acqua e fango hanno invaso il magazzino con motori, impianti celle frigorifere e con un metro abbondante i banchi frigo e tutta la zona adibita alla vendita. Anche i mezzi e le merci sono andati perduti - scrive Mazzanti -Da circa un anno e mezzo stiamo lottando contro la Regione Toscana che ci ha escluso dai risarcimenti. Il motivo di tale esclusione sta nel fatto che noi non abbiamo riaperto, non per nostra volontà ma perché non avevamo la forza economica per farlo«.
«Io e mia moglie ci siamo avvalsi anche dell'aiuto di alcuni legali facenti parte del comitato che si è formato ad Aulla in quei giorni, ma nessuno di noi ha letto, da nessuna parte che chi non ha la forza economica per ripartire debba essere escluso dai risarcimenti. E' stata forse questa un arbitraria interpretazione della Regione Toscana? - continua Mazzanti - Oltre al danno ne segue anche la beffa perché la logica di questa, per ora presunta interpretazione premia anche chi è stato solo marginalmente o per nulla colpito dall'evento, e lascia fuori chi è stato annientato. Non dovrebbe essere"alluvionati" il requisito principale per poter accedere ai risarcimenti? »
«Nel Burt dove c'è l'elenco delle aziende meritevoli di prendere i contributi- prosegue - ve ne sono diverse completamente fuori dalla zona alluvionata, è sufficiente presentare nuove fatture, che un attività marginalmente colpita può presentare senza problemi. Difficile per chi come noi è stato fagocitato dal fango.
Siamo stati esclusi anche dal finanziamento a fondo perduto di 10mila euro erogato dalla Camera di Commercio di Carrara perché secondo i loro criteri non avevamo i requisiti necessari, quando tutti sanno che tali soldi sono stati liquidati anche ad aziende non alluvionate». «Noi non vogliamo andare contro i commercianti aullesi ma ci sembra questa una cosa ingiusta, tanto che abbiamo segnalato queste incongruenze alla Procura - continua - Ma tornando alla Regione Toscana, siamo stati definiti da loro un funzionario un "vuoto legislativo", ma noi siamo persone, per 25 lunghi anni abbiamo sempre pagato tasse, contributi, emesso scontrini, non eravamo abusivi con il nostro negozio. Ora siamo in mezzo ad una strada da un anno e mezzo viviamo senza stipendio ci arrangiamo con lavori occasionali, per mangiare e per pagare le merci non vendute finite nel fiume. Una parte di queste le abbiamo potute pagare grazie ad un contributo di 15mils euro che il Comune di Aulla ha destinato a chi non riapriva. Ma abbiamo avuto danni per oltre 400mila euro».
«Questa è attualmente la nostra situazione, ma ci preme farle sapere come stanno le cose ad Aulla - conclude Mazzanti -Sappiamo tutti che il nostro paese è investito da una gravissima crisi, ma qui la situazione è peggiore. A dare un altro colpo durissimo alle attività commerciali, è stato il crollo del ponte di Serricciolo che impedisce a quello che è forse il bacino di clienti più importante, di raggiungere Aulla con la solita frequenza e con molte difficoltà».
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