Il dolore
Morì fulminato in cava: arrivano due rinvii a giudizio
A una svolta l’indagine per l’infortunio mortale a Crestola Il 36enne Enrico Mauceri fu folgorato da 15mila volts
CARRARA. Una svolta nell’indagine per l’infortunio mortale in cava che, nel novembre del 2011, spezzò la vita a un padre di famiglia, Enrico Mauceri, fulminato dalla corrente mentre stava lavorando a una cabina elettrica. Si va verso i rinvii a giudizio e l’apertura del processo a carico del titolare della cava e al datore di lavoro del Mauceri.
Morte in cava: due rinvii a giudizio. Morì in cava, folgorato dai cavi della cabina elettrica che stava tinteggiando. Dopo poco più di due anni dall’infortunio mortale che costò la vita al 35enne Enrico Mauceri si va verso la richiesta di rinvio a giudizio (è davvero questione di ore) per il titolare della ditta artigiana New Energy di Carrara, Nando Gemignani, presso cui lavorava il Mauceri, e al titolare e direttore della cava dove è avvenuto l’incidente mortale, Gianni Borghini.
L’incidente si verificò il 16 novembre del 2011 e ora la Procura (titolare delle indagini è il pm Vito Bertoni) starebbe per notificare i rinvii a giudizio; l’ipotesi di reato è di omicidio colposo. Una svolta nella triste vicenda che costò la vita a Enrico Mauceri, figlio del giudice (ora avvocato) Maurizio Mauceri, folgorato nella cava Crestola del bacino marmifero di Torano, mentre era su un ponteggio. Stando alla ricostruzione, effettuata subito dopo l’infortunio mortale dal Servizio di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro dell'Asl, durante lavori di tinteggiatura dell'esterno di una cabina elettrica, la scala metallica maneggiata dall'operaio avrebbe accidentalmente toccato le linee aeree a 15mila volts che collegano un traliccio con la cabina Enel. Per lui non c'era stato nulla da fare.
Ora si va verso il processo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
