Sicurezza
Laura Bottici candidata questore al Senato
Nella sede del Movimento 5 Stelle si dibattono temi nazionali e locali: «Sì ai kebab in centro»
CARRARA. La carrarese Laura Bottici sarà una dei candidati questori al Senato. La neoeletta senatrice del Movimento 5 Stelle avrà modo, qualora venisse nominata, di esercitare un controllo sulle attività all'interno della Camera Alta del Parlamento e di mettere freno ai possibili "misfatti" della classe politica italiana. Un importante riconoscimento per il grillismo carrarese, protagonista assoluto delle recenti elezioni politiche, capace di mandare in Senato, oltre alla Bottici, anche la sua collega, Sara Paglini. Una rigorosità di linea, quella delle "portavoci al Senato", come si auto-definiscono, condivisa anche dai militanti carraresi, con i quali i rapporti si mantengono tuttora intensi.
Unanime il parere dei 5 Stelle locali e quello delle rappresentanti anche sulle questioni della massima importanza. In merito all'elezione di Piero Grasso alla presidenza del Senato, il parere dei grillini carraresi è apparso compatto: il regolamento del Movimento esiste e chi è stato eletto nelle sue fila deve rispettarlo. Un'idea sostenuta con chiarezza dal consigliere comunale, Matteo Martinelli, per il quale è, tuttavia, una questione sopravvalutata. «Ritengo che i nostri eletti avrebbero dovuto attenersi scrupolosamente alle poche regole prescritte dal Movimento ed evitare di votare la fiducia a Grasso - ha detto - però non ritengo ci siano i margini per farne il putiferio emerso sulla stampa». Simile, ma diversificato, il giudizio dell'altro consigliere, Federico Bonni. «Preso atto di come sono andate le cose, sono comunque soddisfatto che le presidenze della Camera siano spettate a due personalità, in particolare alla Boldrini, al di fuori di certe logiche».
Archiviata la questione nazionale, ampia attenzione è stata dedicata nella riunione dello scorso martedì sera in via Vico Fiaschi ad Avenza alle problematiche locali (martedì non erano presenti le neosenatrici Bottici e Paglini, che invece erano presenti alla prima riunione della nuova sede di Avenza). Dopo l'esultanza per l'abolizione delle province siciliane (un provvedimento promosso da Pd, Lista Crocetta, Udc e Movimento 5 Stelle), le circa 70 persone riunitesi (alcune delle quali nuove) hanno discusso in termini accalorati della realtà locale. Fra i temi di maggior dibattito la Casa dell'acqua, un impianto di trattamento dell'acqua potabile che ha suscitato vive resistenze in Consiglio Comunale, e la destinazione delle aree produttive, con l'indignazione sull'esclusione dei negozi di kebab dalle aree centrali cittadine.
Le riunioni funzionano così. Disposte le sedie a cerchio (per eliminare ogni possibile gerarchia), un moderatore, scelto alternativamente ad ogni riunione, raccoglie la lista degli interventi sulla questione affrontata, stabilita preventivamente su internet. Messa una scatola per la raccolta offerte al centro della sala per l'autofinanziamento, a turno, con sorprendente disciplina, i chiamati ad intervenire espongono il loro parere e, cosa strana per una sede politica, lo fanno in maniera rapida e colloquiale. Le persone interessate alla questione si documentano preventivamente, a titolo completamente gratuito, e forniscono spiegazioni ai nuovi arrivati ed agli inesperti, bloccando tutto il sistema di discussione fino a quando non si è chiarito ogni aspetto.
Visceralmente diffidenti nei confronti dei media (la stessa accettazione di chi scrive è stata sottoposta a preventiva discussione), vedono nella rete lo strumento della nuova democrazia e forniscono ripetute spiegazioni a tutti su come accedervi e sfruttarne le potenzialità. Altrettanto comune, e spesso fraintesa, è la convinzione fiduciosa di questi militanti a poter cambiare il sistema, denunciandone le storture e prendendone in carico personalmente le iniziative per affrontarlo. Se si considera poi come l'età media sia molto bassa (per lo più uomini o giovani degli anni '70 ed '80) e come le riunioni durino fino a mezzanotte inoltrata, il messaggio che traspare è abbastanza evidente, e cioè che gli aderenti al Movimento 5 Stelle hanno grande fiducia nella causa che perseguono, e lo fanno, almeno a quanto si può vedere, in modo del tutto disinteressato.
Luca Menconi
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