Sicurezza
Gli Arancioni frenano sul candidato
L’orientamento è per il sì alle primarie con il centrosinistra, ma l’accordo non c’è. «Pina Bigini? È la scelta del Pd»
MASSA. Gli Arancioni non decidono: le anime della coalizione vincitrice delle elezioni del 2008 – tante anime, dall’Udc-Api a Sel, dagli ex Pd alla 28 Aprile – si riuniscono, discutono per ore ma non arrivano a una sintesi. Gli stati maggiori dei “pucciani” dovevano stabilire in modo definitivo se partecipare alle primarie del centrosinistra e se farlo indicando un loro candidato o appoggiando il candidato indicato dal Pd – Pina Bigini, figlia dell’ex prosindaco della città Oliviero è il nome uscito dal cilindro deiDemocratici – o, ancora, sostenendo (ipotesi più remota) un altro dei candidati già in campo (Fabio Evangelisti, Alessandro Volpi, Lara Venè) o in procinto di schierarsi (come Emanuele Bertocchi).
Ebbene, dopo un pomeriggio di serrato confronto, non si è arrivati a una sintesi. Ci vorrà un supplemento di dibattito, segno che le posizioni non sono unanimi, previsto per oggi. Dalla riunione, comunque, sono emersi abbastanza nettamente alcuni orientamenti. Primo: l’intenzione degli Arancioni di restare nel “recinto” del centrosinistra e cioè di partecipare alle primarie di coalizione. Secondo:la volontà di “esprimere”, come si dice, un candidato condiviso che si confronti con gli altri contendenti. Il nome di Pina Bigini – che pure trova apprezzamenti personali diffusi per la sua collocazione di “esterna” al Pd – non è quello, secondo i pucciani, in grado di risolvere ogni problema.
«La Bigini è la candidata del partito democratico. Noi stiamo scegliendo un nostro candidato, abbiamo diverse opzioni, stiamo ancora discutendo», taglia corto Giuliano Minuto, presidente della 28 Aprile. E tra queste opzioni spicca quella di Gabriella Gabrielli, assessore alle Politiche sociali, pucciana di ferro, stimata in città per il suo lavoro da assessore e per la sua figura di impegno nel sociale.
«Ma non siamo ancora a discutere di nomi, ci sono altre questioni da dirimere», avverte la ex parlamentare Elena Cordoni. E fra quelle “questioni”, c’è – la più importante – quella del programma. «Condizione necessaria della nostra partecipazione alle primarie del centrosinistra – dice ancora Minuto – è la convidisione di un programma per la città. E questo ancora non è arrivato». Dunque, è la sua conclusione, «fra le opzioni in campo non è stata ancora definitivamente esclusa quella di correre fuori dalle primarie con un programma di continuità con l’amministrazione Pucci». Insomma, la partita è ancora aperta, anche se si avvicinano i supplementari e la scelta di campo è ormai questione di giorni, se non di ore. In gioco, anche, il futuro politico di chi è parte dell’amministrazione Pucci (assessori, consiglieri ecc.) e che al suo ruolo (per qualcuno: “alla sua poltrona”) non intende rinunciare.
Claudio Figaia
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