Il Tirreno

gli effetti della crisi

Quadruplicati i senza tetto: ormai sono una ventina

CARRARA. Come conseguenza dei tagli dei trasferimenti del governo centrale, calano le risorse a disposizione del settore sociale: complice la crisi però, i casi da seguire aumentano. Per il 2012 l’amm...

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CARRARA. Come conseguenza dei tagli dei trasferimenti del governo centrale, calano le risorse a disposizione del settore sociale: complice la crisi però, i casi da seguire aumentano. Per il 2012 l’amministrazione ha stanziato per il settore 4,2 milioni di euro, una cifra con cui diventa sempre più difficile gestire tutte le domande dell’utenza: 950mila euro sono destinati ai disabili, 500mila ai minori, mentre per gli anziani il settore può usufruire delle risorse del fondo per la non- autosufficienza, un totale di 4,9 milioni di euro da suddividere tra quattro comuni. Stanziamenti che, negli ultimi anni, sono andati progressivamente diminuendo, a fronte dell’aumento delle situazioni di difficoltà: «Nel corso dell’ultimo anno il numero dei senza tetto è quadruplicato, con un incremento soprattutto delle donne», ha spiegato Daniela Tommasini, dirigente del Settore Sociale, ospite insieme all’assessore di riferimento, Giuseppina Andreazzoli, della commissione Sanità. Nel nostro comune, secondo i dati forniti dal settore, ci sarebbero una ventina di persone senza fissa dimora, per cui però si starebbero gradualmente trovando delle sistemazioni. Più difficile invece rispondere alle tante domande di ricovero in struttura da parte di anziani: quest’anno al settore servirebbero infatti, secondo le stime della dirigente, 100mila euro in più dei 700mila a disposizione, provenienti dal fondo per la non-autosufficienza, sceso per la prima volta dopo anni sotto quota 5 milioni di euro. E anche da un fronte, quello della gestione dei minori in difficoltà, dove negli ultimi mesi del 2012, il sociale sembrava poter avere un po’ di tregua, a partire da gennaio c’è stata una proliferazione dei casi: due casi di neonati nati da madri tossicodipendenti in crisi di astinenza, due bambini rientrati dall’estero con problemi di violenza e da ultimo, domenica mattina, la nascita di una bambina che avrebbe dovuto essere data in adozione ma che la mamma ha deciso in extremis di tenere con sé, attraverso un percorso di assistenza. «In 2-3 mesi abbiamo avuto un’impennata dei casi assolutamente non prevedibile» ha spiegato ancora la dottoressa Tommasini. Nel comune di Carrara i bambini dati in affido sono in tutto 14, per una spesa di390 mila euro: per ospitare un minore in una struttura, sono necessari 3 mila euro al mese, che diventano 5mila se con lui c’è anche la madre. «Facciamo di tutto per evitare l’inserimento nelle strutture, perché per legge questa dev’essere l’ultima soluzione», ha spiegato la dirigente. In alternativa, ha aggiunto l’assessore Andreazzoli, il Comune può esentare le famiglie dei minori in difficoltà dal pagamento di alcuni importanti servizi, dalla mensa scolastica ai libri, passando per l’estate ragazzi. Ancora più difficile garantire un futuro agli adolescenti in difficoltà, ragazzi dai 15 ai 18 anni che non vengono adottati e prossimi al raggiungimento della maggiore età: «Abbiamo provato con 2 progetti di accompagnamento, ma delle 3 ragazze coinvolte, purtroppo, solo una è riuscita a conquistare la propria indipendenza» ha raccontato ancora la dirigente. E proprio per quanto riguarda l’ingresso e la permanenza nella vita sociale, il Comune ha a disposizione ogni anno circa 47 borse di attivazione sociale, comunemente dette “borse lavoro”: sono rivolte ai cosiddetti emarginati, che vengono inseriti nel mondo del lavoro, con una retribuzione, a carico del settore, che oscilla dai 300 ai 390 euro al mese. A oggi ci sono 15 persone in graduatoria e le borse ancora da assegnare sono solo 7. (c.ch.)

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