Il Tirreno

PARLA IL NOTO criminologo

«L’omicida? Arriva dal passato della donna»

CASTELNUOVO MAGRA. «Chi ha ucciso Marisa Morchi è un uomo che la donna conosceva. Un uomo con disturbi psichici che, con il passare del tempo, sono peggiorati. L’ha uccisa per punirla ma con le...

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CASTELNUOVO MAGRA. «Chi ha ucciso Marisa Morchi è un uomo che la donna conosceva. Un uomo con disturbi psichici che, con il passare del tempo, sono peggiorati. L’ha uccisa per punirla ma con le caramelle ha voluto fare un tributo alla sua dolcezza. Si tratta di una persona socialmente pericolosa ma che non credo potrebbe colpire ancora: il suo intento era di fare male a quella donna e ora potrebbe solo avere paura di essere scoperto».

L’analisi è del professor Francesco Bruno, criminologo noto per essere stato consulente di casi famosi: dal delitto di Novi Ligure all’omicidio di Sarah Scazzi. Il professor Bruno offre una sua chiave di lettura del delitto di via Palvotrisia.

«L’anziana sicuramente ha aperto al suo assassino e in un primo momento, non lo avrebbe neppure riconosciuto - spiega - Varcata la porta è stato lui a farsi riconoscere, si è dimostrato incapace di ragionare e l’ha spaventata. A quel punto ha cominciato a colpirla».

L’aver infierito sulle braccia e sulle mani per il professor Bruno ha un significato particolare: «Questa mutilazione spesso viene associata ai casi di usura, si tagliano le mani per mandare un messaggio: “hai voluto troppo da me”. Ma non credo che questa interpretazione possa essere applicata a questa vicenda. Credo che qui si tratti di un altro tipo di messaggio: “mi hai fatto male e non ti consentirò di farmene mai più”. È questo che ha voluto dire l’assassino perché nella sua mente malata ha interpretato come un affronto un atteggiamento, incolpevole, della donna. Magari anche accaduto nel passato, anche tanti anni fa. La mente deviata avrebbe potuto fare ritornare a galla quell’episodio e la voglia di vendicarsi».

Il professor Bruno si concentra infine sulla messinscena della tomba, con el caramelle attorno al cadavere mutilato e il ritratto della donna, da giovane, deposto delicatamente sulla schiena.

«Le caramelle, secondo il mio parere e i miei studi in materia, stanno a significare che la donna così brutalmente uccisa per l’assassino era una persona dolce, e ha voluto che si sapesse - spiega Bruno - Il ritratto è un richiamo ai tempi passati, un atto di rimpianto, proprio come le caramelle stesse, nella dinamica di un delitto spietato. E anche questi particolari, nella dinamica dell’omicidio, fanno pensare a una persona con gravi turbe psichiche. Una persona pericolosa».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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