Il Tirreno

E adesso spunta una pista passionale

di Alessandra Vivoli
E adesso spunta una pista passionale

Fiori con le caramelle attorno al corpo, ritratto sulla schiena: l’assassino ha creato una tomba sul cadavere mutilato

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CASTELNUOVO MAGRA. Delitto di Palvotrisia: spunta la pista passionale. Potrebbe essere stato un uomo, che la 77enne Marisa Morchi aveva respinto, ad accanirsi contro di lei. A ucciderla e a comporre la sua tomba, come ultimo atto di pietà, nel salotto di casa.

La tomba sul cadavere mutilato: caramelle all’arancio come fiori. L’altro particolare che emerge, dalle blindatissime indagini, è proprio questo: il killer dopo aver colpito con sei colpi la pensionata (quello mortale le ha fracassato il cranio gli altri staccato le mani mentre lei cercava di difendersi) ha disposto intorno al cadavere una decina di caramelle alla frutta a spicchi arancioni che erano sistemate in un piattino nelo tavolino del salotto. Come fossero dei fiori. Poi ha staccato il ritratto della donna, da giovane, e lo ha appoggiato con cura sulla schiena della 77enne, che giaceva a pancia in giù al momento del ritrovamento. La foto era invece col volto rivolta verso l’alto. Proprio come in una tomba. E questa cura dei particolari, i fiori arancio fatti di caramelle e il ritratto sulla schiena, farebbero pensare a una pista passionale. Quella che avrebbe fatto scattare la messa in scena del funerale, dopo la ferocia.

La sfida del killer. E anche il ritorno del killer sul luogo del delitto assumerebbe, oggi, un significato preciso: nessun tentativo di depistaggio, ma forse il tentativo disperato di sottrarre un oggetto personale della donna. Un ricordo. Questo spiegherebbe la “sfida” dell’assassino: non è entrato in casa per confondere le acque, ma per prendere un oggetto. Forse lo stesso che ha cercato di portare via, invano, il giorno dell’omicidio: la casa di Marisa Morchi è stata trovata nel più totale disordine, con i cassetti svuotati e anche il materasso spostato: le lenzuola e le coperte sono ancora sulla finestra. La donna non ha avuto nemmeno il tempo di rifare il letto: la ferocia del killer l’ha uccisa prima. Quindi anche questo particolare diventerebbe importante per spostare l’ora del delitto: non più le 10 e 45, come si era pensato in un primo tempo, ma prima. Intorno alle 9 e 30.

Il secondo sopralluogo dei Ris: spostati una pinza e un cacciavite. Le indagini sono vicine a una svolta e continuano ad essere sentiti, in caserma a Sarzana, i vicini di casa e i familiari della vittima. Intanto ieri mattina i Ris di Parma hanno effettuato un secondo sopralluogo nella casa del delitto, insieme alla figlia della vittima. Da quanto trapela il killer sabato notte è rientrato nel luogo del delitto: prima cercando di passare dalla finestra lato strada. Poi, non riuscendo a rompere quei sigilli, è entrato dal retro. Scappando ha perfino rotto un grosso vaso, davanti al cancello. E avrebbe lasciato due tracce: un cacciavite e una pinza sono stati spostati. Gli inquirenti chiedono il massimo riserbo ma rivolgono anche un appello: chi sa qualcosa è invitato a farsi avanti. Anche con segnalazioni anonime.

Il colpo mortale e la mano staccata. L’esame autoptico eseguito sul cadavere dal medico legale, Susanna Gamba, parla di un colpo mortale, inferto da una lama pesante, riconducibile a quella di un attrezzo agricolo: una roncola o un’accetta. L’arma del delitto, ad oggi, non è stata ancora rinvenuta. Le altre quattro ferite, sono sulle braccia: segno che Marisa Morchi ha tentato di difendersi, disperatamente, e il suo assassino le ha completamente mozzato la mano destra. Quasi del tutto la sinistra. Poi, proprio quando lei si è accasciata, vinta dal dolore, le avrebbe inferto il colpo mortale, al cranio. La donna è caduta a faccia in giù, riversa in un lago di sangue. La mano destra è finita sotto la pancia. Staccata dal corpo.

La psicosi del samurai in paese. La gente, qui in via Palvotrisia ha paura. Lo ripetono tutti: «Prima qui non si chiudeva nemmeno la porta, ora non si dorme di notte» dicono in paese. Il sospetto è che il killer sia uno di loro. Uno della zona che consoc e così bene quei luoghi da poter essere rientrato nella casa dellorrore. Ma la paura sta facendo anche nascere una vera e propria psicosi. C’è chi sostiene di aver visto un uomo, vestito da samurai, aggirarsi per la strada. E chi racconta di una donna minacciata con un’accetta nella vicina Caniparola.

(Ha collaborato Federico Ricci)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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