Sicurezza
Boom di iscritti ma Accademia al verde
Il presidente Caffaz spera negli imprenditori: azzerati i contributi della Provincia, il corso di restauro non può partire
CARRARA. Mentre molti istituti universitari “scendono” a livello di scritti, l’Accademia di Belle Arti di Carrara sale.
Sì, a discapito di tutti i trend negativi di questi anni di crisi, l’istituto carrarese, anno dopo anno vede crescere gli studenti iscritti.
Dall’anno scolastico 2008/2009, con i suoi 565 iscritti, l’istituto è passato ai 580 dell’anno successivo e poi ha fatto un ulteriore balzo nel 2010/2011 con 632 e, poi a parte il calo del 2011/2012 (615) è rimontato quest’anno, con ben 640 studenti.
Tutto questo è accaduto mentre gli altri atenei sul territorio nazionale assistevano ad un ribasso del 19% e mentre, anche a Carrara come altrove, i costi d’iscrizione sono cresciuti. Ottimo risultato insomma e, come fa presente il presidente Simone Caffaz, «il merito è non solo di tutta la dirigenza, Marco Baudinelli prima e Lucilla Meloni poi, ma del corpo insegnante al completo che, evidentemente, ha soddisfatto gli studenti»
Come sempre accade però, anche questa volta la spina nel fianco esiste ed è rappresentata, ancora una volta, dall’aspetto economico. Se infatti i tagli statali sono stati pesantissimi, i contributi provinciali si sono addirittura azzerati. «L’assessore provinciale Raffaele Parrini afferma che cercherà di farci pervenire comunque un minimo contributo ancora per quest’anno – specifica Caffaz, – ma non possiamo illuderci di poter andare avanti con finanziamenti dimezzati passando da 6/700mila euro annui ad appena 350mila euro». E l’appello quindi è alle istituzioni ma anche agli imprenditori, affinché facciano fronte comune per sostenere l’ateneo. In una parola, la domanda è: di quei fondi che prima pervenivano dalla Provincia e di cui l’Accademia non può fare a meno, qualcuno si farà carico? L’onere, almeno in parte, passerà alla Regione? Proprio di questo avrebbe parlato Caffaz pochi giorni fa con l’assessore regionale all’Istruzione Stella Targetti. Sul piatto poi c’è ancora il famigerato e attesissimo quinquennio per il restauro del marmo: fino ad oggi infatti, a Carrara capitale del marmo, paradossalmente, era possibile frequentare esclusivamente il triennio, poi, per specializzarsi e avere in mano un diploma abilitante, si rendeva necessario spostarsi altrove. Adesso tutto è pronto, progetto ed insegnamenti ma…all’appello mancano i finanziamenti. Il luogo infatti, già da tempo individuato nei laboratori di Monterosso, necessita di essere messo a norma e in sicurezza e, per poter avviare i corsi, c’è bisogno di attrezzature di cui al momento l’ateneo non dispone. «Semplicemente – sottolinea Caffaz – senza investimenti il corso non può partire. Il territorio deve mettersi in testa», afferma rivolgendosi non tanto alle amministrazioni locali ma agli imprenditori, «che se vuole continuare a disporre di un’eccellenza come l’Accademia di Carrara, deve contribuire al suo mantenimento in un momento tanto difficile».
Barbara Monaco
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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