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Ma gli alluvionati chiedono di più

Ma gli alluvionati chiedono di più

I comitati chiedono tagli alle imposte e agevolazioni. “Scovati” 2 milioni aggiuntivi per il Ricortola

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MASSA. Ricortola, Bondano, Mirteto, Romagnano e Candia: i comitati riuniti dei cittadini alluvionati ieri mattina hanno incontrato il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e lo hanno sommerso di domande sui lavori, di dubbi sui finanziamenti, polemiche sui ritardi degli appalti, inviti a visitare le loro terre martoriate dalle piogge e dalle frane e il loro canale ancora non in sicurezza.

Le richieste dei comitati sono state molteplici: intanto un ufficio tecnico unico con cui potersi rapportare, per evitare i troppo frequenti 'rimpalli' tra competenze di provincia, comuni e unione dei comuni; poi la ripulitura, il rifacimento delle sponde e la totale messa in sicurezza del Ricortola; una verifica delle mappe catastali per intervenire sulle opere abusive censite; agevolazioni fiscali per i cittadini colpiti dalle alluvioni, riduzione o abolizione della Tarsu, dell'Imu e dell'Iva sugli acquisti di tutto quello che hanno dovuto ricomprare.

E ncora: ripulitura anche del Lavello, pieno di detriti e marmettola e che crea gli allagamenti della frazione di Alteta ad ogni minima pioggia; ristrutturazione dei ponti sul Ricortola e anche una verifica delle terre del Candia, che qualcuno pensa siano inquinate.

Il presidente della Regione annuncia una buona notizia: 2 milioni di euro, aggiuntivi, trovati tra le pieghe del bilancio, verranno destinati proprio alla messa in sicurezza del Ricortola. L'intervento è stato deciso dal comune di Massa che ha individuato il tratto più colpito dall'alluvione dello scorso novembre, quello che va dal Picchio ai palazzi di via Romagnano e che presenterà in tempi record alla Regione il progetto definitivo per ottenere i finanziamenti. Si tratterà di alzare gli argini, ripulire l'alveo dalle piante secolari e buttare giù le costruzioni abusive, per fortuna non abitazioni, ma muri, cancelli e capanne, che si trovano nei pressi del canale. Sarà soltanto un primo piccolo passo verso la messa in sicurezza totale del Ricortola, per la quale occorrerebbero 70 milioni di euro. Soldi che regione e comune non avranno mai tutti insieme e in tempi brevi. Rossi ha anche dichiarato che, se la questione delle terre del Candia è un'altra priorità per i cittadini di quella zona, allora metterà a disposizione l'Arpat regionale per le analisi: "Attenzione però-ha concluso- non vorrei che diventasse un'arma a doppio taglio. Sapete tutti che su un terreno da bonificare non si possono effettuare altri lavori o interventi, neanche di messa in sicurezza e che le bonifiche richiedono molto tempo".

Manuela D'Angelo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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