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I lavoratori : espropriate l’area Rossi contestato, critica il prefetto
MASSA. «La verità è che finora non avete ottenuto nulla. E la differenza tra lei e noi, caro presidente, è che lei lo stipendio ce l’ha, anche se autosospeso. Noi, invece, presto non avremo più...
MASSA. «La verità è che finora non avete ottenuto nulla. E la differenza tra lei e noi, caro presidente, è che lei lo stipendio ce l’ha, anche se autosospeso. Noi, invece, presto non avremo più niente». È tutta nelle parole urlate in assemblea da un ex operaio il senso del vertice di ieri tra il governatore Enrico Rossi e i lavoratori ex Eaton. Una contestazione isolata, quella di Pietro Fabiani, uno dei 340 “espulsi” dalla multinazionale Usa, che riassume però lo stato d’animo dei suoi colleghi. Rossi – il quale, va riconosciuto in questa difficilissima vertenza ci ha messo la faccia fin dall’inizio – ha replicato rivendicando proprio il suo impegno: «Potete giudicare la mia capacità e, alle prossime elezioni, orientarvi di conseguenza. Ma nessuno può mettere in dubbio il mio impegno per cercare di aiutare i lavoratori».
Inevitabile: la situazione di stallo nel processo di reindustrializzazione di Eaton – acquisto dell’area in alto mare, investitori che vogliono insediarsi e assumere gli ex dipendenti pari a zero – è destinata a fare esplodere tensioni e polemiche. Alcune emerse già ieri: con la contestazione dell’operaio, ma anche con le frecciate dello stesso Rossi. Il quale, nel ricordare la sua decisione di rinunciare allo stipendio fino a quando non sarà rifinanziato il fondo per la cassaintegrazione in deroga e non saranno trasferiti i soldi per le zone alluvionate, non ha risparmiato il prefetto di Massa Carrara Giuseppe Merendino: «Visto che ci scrive tante lettere sul rischio tensioni sociali a Massa, lo invito a seguire il mio esempio: si sospenda anche lui lo stipendio». E neanche i parlamentari locali: «Lo so, è poca cosa rinunciare allo stipendio, però potrebbero fare altrettanto deputati e senatori di questa zona per richiamare con più forza l’attenzione su questa emergenza e sollecitare il Governo. La politica deve essere credibile». Destinatari dell’invito – che sottintende un “non avete fatto finora abbastanza” – neoeletti e ricofermati della provincia. Con particolare attenzione alla neo deputata di Sel Martina Nardi, la quale aveva di recente criticato la Regione proprio sulla vertenza Eaton e a cui Rossi avrebbe riservato, nella riunione a porte chiuse con sindacati e istituzioni, un chiaro rimprovero.
Dissidi emergono anche nel sindacato. «Siamo sull’orlo del baratro, le previsioni più pessime si stanno avverando», dice Giovacchino Pitanti della Rsu, che aggiunge polemico in un attacco condiviso dai colleghi: «I sindacati metalmeccanici (Fim, Fiom Uilm) ci sono, i confederali no».
Ma l’incontro di ieri ha registrato anche alcune novità. I lavoratori hanno messo sul tavolo una proposta: le procedure d’acquisto sono bloccate? Bene, si vada all’esproprio dell’area.
Risponde Rossi: «Se il territorio e il sindacato mi chiedono di procedere all’esproprio del terreno ex Eaton anche senza la presenza di un imprenditore disposto a reindustrializzare, va bene… datemi tempo per valutare questa strada e tra un mese ci rivedremo qui. Ma sia chiaro: l’esproprio è solo un pezzo di risoluzione del problema. Poi, occorrerà trovare un imprenditore che faccia la re-industrializzazione».
Rossi ha inoltre ribadito la volontà della Regione di acquistare l’area Eaton: «Ci sono 5 milioni di euro destinati a questo scopo e bloccati nel bilancio regionale. Quello che ci serve, però, è uno “sviluppatore”, un’imprenditore che prenda l’area e vi sviluppi insediamenti industriali. Lo avevamo trovato nella Coopsette (cooperativa rossa di Reggio Emilia) ma ora, a causa della crisi e del ritardo dei pagamenti da parte delle amministrazioni pubbliche, è in concordato fallimentare. Stiamo vagliando altre strade, ma se voi mi chiedete di espropriare il terreno anche in assenza di un’azienda disposta ad investire, io sono disposto a percorrerla. Ma di un investitore avremmo comunque bisogno».
Il presidente ha inoltre ricordato il pacchetto di incentivi predisposto dalla Regione per favorire la reindustrializzazione dell’area, senza rinunciare ad evidenziare le criticità legate all'assenza di fondi statali. «Siamo sull'orlo di una crisi e per uscirne abbiamo bisogno di forti interventi da parte dello Stato. La Regione ha predisposto un pacchetto di 18 milioni, 5 per l’acquisto dell’area e 13 milioni tra agevolazioni fiscali e facilitazioni di accesso al credito per chi assumerá. Le agevolazioni potrebbero essere maggiori se alle risorse regionali si sommassero anche dei fondi statali, dato che il Governo ha promesso 10 milioni ma per il momento non sono stati stanziati».
Altra questione: la cassa integrazione da rifinanziare. «Servono almeno 500 milioni, per continuare a pagare la Cig in deroga – ha detto Rossi – Serve un Governo che faccia questo atto e un Parlamento che lo voti».
Claudio Figaia
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