Proteste
Primarie, niente incarichi ai perdenti
Il centrosinistra fissa le regole: si pagherà 1 euro per registrarsi e votare il 7 aprile e (in caso di ballottaggio) il 14
MASSA. Le regole per le primarie del centrosinistra ora ci sono, con contenuti anche interessanti, ma il clima resta molto teso. Tra pucciani e Pd è un gioco di nervi tra dichiarazioni forti, accordi non scritti, messaggi in codice e punzecchiature. Al limite di una nuova rottura. Del resto dopo cinque anni di polemiche pensare di rimettere tutto insieme in pochi giorni, con qualche riunione, magari al vertice come quella di Firenze di pochi giorni fa, era forse pretendere troppo.
Siamo comunque alle ultime battute: stamani la maggioranza (Sel, Arancioni, Udc e Api) si riunirà per fare il punto. Domenica sera il Pd chiuderà il capitolo candidature. Entro martedì al massimo il quadro complessivo delle candidature a sindaco, dei partecipanti alle primarie, dovrà essere esplicitato perché è una delle regole concordate nel tavolo di giovedì pomeriggio, la raccolta delle firme necessarie alle candidature (tra 400 e le 600: un range per limitare errori) dovrà essere fatta tra il 19 e il 23 marzo.
Le regole. Intanto lo sconto: votare alle primarie del centrosinistra il 7 aprile (con bis il 14 se nessuno dei candidati in lizza raggiungerà il 51% dei voti) costerà solo un euro invece che due. Gli esperti si attendono almeno 8-10mila persone ai seggi (probabilmente multipli, nel senso che in ogni sede ci saranno più postazioni per votare ed evitare code).
Per votare bisognerà registrarsi come era stato fatto a novembre e il registro, dato di una certa importanza, sarà la base di partenza anche l’eventuale ballottaggio. Se non ci registra per votare il 7 non si potrà votare il 14.
La nota politica più significativa è che i candidati non potranno fare l’assessore o ricevere incarichi di altri natura. O sindaco o nulla. Al massimo , anzi verrà chiesto con forza, tutti i perdenti dovranno dare una mano al vincitore mettendosi in lizza anche per il consiglio comunale.
Il sondaggio. Come nel 2008 la maggioranza, i pucciani per semplificare, hanno commissionato un sondaggio telefonico per capire il gradimento dell’amministrazione e sondare anche l’umore del pubblico su nomi che non siano solo quelli del sindaco Roberto Pucci. Si fa il nome dell’assessore al sociale Gabriella Gabrielli, dell’ex Alessandro Volpi, ma si lanciano anche nomi nuovi come quello dell’avvocato Sergio Menchini. L’esito del test sarà comunque importante per decidere le mosse della maggioranza dove c’è ancora chi ritiene impossibile un vero accordo programmatico con l’attuale dirigenza del Pd e vorrebbe correre da solo. Comunque.
Le polemiche. L’incontro fiorentino era stato salutato positivamente da Pd e Sel (nelle vesti di ambasciatore della maggioranza): non c’era un accordo scritto ma un percorso condiviso. Giovedì pomeriggio tutto ok al tavolo della maggioranza con la scrittura delle regole per le primarie. Al sole si è sostituto il gelo ieri mattina per le dichiarazioni rilasciate a La Nazione dal segretario del Pd Cesare Ugolotti. Discontinuità con l’attuale amministrazione, nessun candidato condiviso. Carlo Paolini, segretario di Sel commenta secco lasciando al porta ancora aperta: «C’è chi costruisce ponti e chi scava fossati. Non possiamo accettare ultimatum o imposizioni. Se il Pd ha un candidato noi siamo disposti a discuterne. Il tempo stringe bisogna continuare con il confronto per vedere se ci sono le condizioni per andare avanti».
Aronne Angelici
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