Attenzione
«La caccia meglio sabato che giovedì»
Anche la squadra “Bassone e C” ritiene che due giorni infrasettimanali non siano proficui per il prelievo di cinghiali
PONTREMOLI. Il momento più temuto e allo stesso tempo divertente è la comparsa del Tapiro. Appare mentre la comitiva ride e spara barzellette sulla tavola imbandita tra bicchieri e tordelli proprio di fronte al posto dove sta seduto il padellatore di giornata. Per meritarselo bisogna averla “combinata davvero grossa” come aver fatto cilecca, oppure, impedito con azioni “attapirate” appunto, e goffe la riuscita perfetta della battuta.
Ma a volte il “Tapirino”, così lo chiamano, si è trasformato anche in un premio alla simpatia perché tra macchie e canaloni c’è tempo anche per ridere. Idea presa in prestito nemmeno a dirlo da “Striscia la Notizia”, la consegna del “Tapirino” conclude le giornate di caccia della squadra 47 “Bassone e C”.
Formata da gente nata e cresciuta a Bassone e dintorni, come richiama evidente il nome, negli anni si sono aggregati cacciatori da tanti altri comuni della Lunigiana e persino del milanese. Da qui quella “C” che sta per Company. A guidarla, da pochi mesi, c’è Sauro Ribolla che di anni ne ha “solo” 37 diventando a tutti gli effetti, carta d’identità alla mano, il più giovane capo squadra dell’Ambito Territoriale di Caccia 13.
Nipote di Brunello Ribolla, fondatore e “mantra” della 47, Sauro non ha ereditato solo la passione dallo zio ma anche l’onore e la responsabilità di portare avanti la tradizione di una delle squadre storiche della Lunigiana: «E’ stato mio zio a portarmi a caccia, avevo appena 14 anni. Sono giovane è vero ma ho entusiasmo da vendere. Spero di essere all’altezza e di non tradire la fiducia dei miei amici cacciatori».
Da Brunello, scomparso pochi mesi fa, Sauro ha imparato tutto quello che sa della caccia al cinghiale: «Non era solo il nostro capo squadra; – ricorda – un grande personaggio per me, per tutti noi. Aveva la capacità di creare armonia e di fare andare tutti d’accordo».
La giovane età di Sauro non è un problema per la gestione della squadra e delle sue scelte: «Le decisioni, qualsiasi decisione, è presa da tutti in maniera collegiale. Non c’è un leader – precisa - non c’è chi prevale sull’altro e non c’è chi decide per gli altri. Era così prima, sarà così sempre».
L’insegnamento più importante che Sauro ha ricevuto dallo zio “è il rispetto reciproco” che “è alla base dei rapporti tra persone e di una piccola comunità come lo è una squadra di caccia”.
La squadra 47, da questo punto di vista, rappresenta una bella fetta delle differenze generazionali della nostra società: «Il più giovane ha 22 anni, il più anziano 84. Ci sono anche due donne, Mara e Gigliola».
Al di là dell’aspetto venatorio, e del prelievo che molti cacciatori considerano primario, la squadra di Ribolla va a caccia di divertimento più che di cinghiali: «A volte – racconta – stacchiamo alle due. Quando abbiamo fatto le nostre cacciate e siamo soddisfatti ce ne torniamo alla nostra casa di caccia per stare un po’ assieme. Se viene meno il divertimento meglio smettere».
I cinghiali, dalle parti del Lago Verde e dei Due Santi, a Zum Zeri, dove la squadra 47 caccia, non mancano: «Non ci lamentiamo. Ogni anno i nostri cinghiali li prendiamo sempre. E’ una bella zona, ma c’è poca macchia e non è propriamente il luogo ideale per i cinghiali soprattutto in questi ultimi due anni con il cinipide che ha dimezzato la produzione di castagne di cui i cinghiali sono ghiottissimi».
Anche la squadra di Ribolla “rivendica”, come già altri team, un po’ più di spazio con il nuovo piano venatorio ed è convinta che sia più giusto dare la possibilità di andare a caccia il “mercoledì, sabato e domenica”: «Due giorni infrasettimanali non sono sfruttati appieno – spiega riferendosi al precedente calendario venatorio che da la possibilità di cacciare, oltre alla domenica, il mercoledì e giovedì - il 70% dei componenti delle squadre lavora e non può prendere due giorni di ferie la settimana. Ne gioverebbe anche il piano di prelevamento». A dare un contributo enorme all’abbattimento degli 80-100 cinghiali ogni stagione è la squadra dei cani. A guidarli c’è una Bigol: si chiama Lady. «E’ probabilmente la più brava e preparata – osserva – ma il livello medio è molto alto. Abbiamo segugi maremmani, vandeani ed anche degli agguerriti meticci».
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