Il Tirreno

In 1.300 attendono i soldi fermi a Roma

In 1.300 attendono i soldi fermi a Roma

Carrara con tutta la Toscana spera nello sblocco dei 110 milioni e in un decreto per destinare il 25% a cittadini e imprese

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CARRARA. Prima di Pasqua termineranno i controlli della squadra tecnica messa in piedi dal Comune, per certificare i danni subiti dalle abitazioni (livello raggiunto dall’acqua, strutture, mobilia, non sarebbero incluse le cantine) a seguito delle due alluvioni del novembre 2012. I tecnici comunali coadiuvati da altri messi a disposizione dagli ordini professionali, si stanno recando da settimane nelle abitazioni delle famiglie, 1.300, che hanno presentato all’ente locale i moduli compilati, con la descrizione dei danni. La squadra tecnica certificherà su altrettante schede i danni e poi tutto il materiale verrà inviato alla Regione. Ma c’è il rischio che i 1.300 alluvionati di Carrara (e non solo loro) non ricevano gli sperati risarcimenti: perché la loro speranza diventi realità, occorre che venga firmato da Monti il decreto che dà il via libera ai 110 milioni di euro per la Toscana alluvionata, e soprattutto che venga poi fatto un emendamento con un nuovo decreto per stornare il 25% di quei fondi e destinarlo appunto alle famiglie e alle imprese danneggiate dalla calamità naturale. E’ quanto il governato della Toscana, Enrico Rossi, sta cercando di ottenere al più presto.

Il decreto sui 110 milioni stanziati con la legge di stabilità, è stato infatti da tempo scritto dal prefetto capo della Protezione civile nazionale Gabrielli, ed ha avuto il via libera dal ministero dell’economia.

Ma se il premier Monti non lo firma, resta tutto sulla carta: niente risanamento dei territori con quei soldi, e neppure risarcimenti a cittadini e imprese. Insomma, tanto lavoro preliminare a livello locale, in attesa che lo Stato sblocchi veramente i soldi. Ci sono cittadini che hanno perso tutto sotto le due bombe d’acqua, e aziende che ancora stentano a rialzare la testa.

«Noi facciamo solo i notai» specifica l’ing. Giuseppe Marrani responsabile tecnico della Protezione civile, che sta effettuando llcertificazioni domiciliari, assieme alla squadra composta da una ventina di professionisti fra dipendenti comunali, della Progetto Carrara, dell’Amia, degli Ordini degli ingegneri e degli architetti, e del Collegio dei geometri.

Verifiche domiciliari che il Comune ha avviato, come spiegava una nota di alcune settimane fa, allo scopo di «velocizzare i tempi per l’erogazione dei risarcimenti per i cittadini che ne avranno diritto, dopo che il Governo avrà provveduto agli stanziamenti». Stamani è prevista la presenza a Massa del governatore Rossi proprio per fare il punto con i sindaci della costa e della Lunigiana sulla situazione post alluvione nella nostra provincia.

Ci sono denari, che comunque possono essere distribuiti subito, senza attendere il governo. Sono quelli esclusivamente per i danni alla mobilia e altro nelle case, stanziati dalla Regione, che a Carrara ha destinato circa 800mila euro, in due tranche, la prima del 70% del totale: andranno a 313 famiglie segnalate dal Comune che riceveranno fino ad un massimo di 5mila euro. L’idea del Comune è quella di non elargire assegni uguali per tutti ma di tenere conto della diversa gravità delle situazioni e dei redditi. «Entro fine mese – ha detto il sindaco Angelo Zubbani – saremo in grado di avere il quadro dettagliato, con calcoli precisi, per la distribuzione del contributo regionale agli alluvionati con reddito Isee fino a 36mila euro. Abbiamo stabilito tre fasce: fino a 12mila euro,, fino a 24mila euro e fino a 36mila euro. Grosso modo, sulla prima fascia, la più bisognosa siamo orientati per i 5mila euro. I calcoli sono in corso di definizione da parte dei nostri uffici. Inoltre, a questi aiuti economici della Regione, aggiungeremo l’incasso dell’asta dei blocchi, di circa 550mila euro. Stanno affluendo i depositi alla Caritas. Sommeremo i due fondi, rendicontati diversamente: per il primo dovremo ovviamente riferire alla regione Toscana».

Cinzia Carpita

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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