Sicurezza
I vicini sono sconvolti: ora qui abbiamo paura
Il ricordo di Marisa: una persona perbene, con ancora tanta voglia di lavorare «Mai una lite, nessun nemico: fino a qualche anno fa vangava ancora i campi»
CASTELNUOVO MAGRA. Tutti qui la conoscono semplicemente come la Marisa, “la mamma della vigilessa”. Come una donna energica, che fino a qualche anno fa andava a giornata a vangare la terra.
Marisa Morchi, 77 anni e un grande temperamento, la vedevano passare tutti i giorni in via Palvotrisia.
Con la sua bicicletta, “pioggia, freddo o vento” dicono ora i vicini, andava fino alla via Aurelia dove abita la figlia Marina Palma, impiegata all’anagrafe al Comune di Castelnuovo. Le preparava un piatto caldo, la mattina e la sera, mangiavano insieme. E poi lei se ne tornava nella sua casetta, una villetta grigia con le persiane chiare. Era una donna piena di vita “la Marisa” come la chiamano qui. Anche ieri mattina, poco dopo le undici l’avevano vista nell’orto dietro casa, e il giorno prima, in bici, si era lamentata dei lavori in corso sull’Aurelia perché con la bici e l’ombrello era difficile destreggiarsi.
«Mai una lite, nessun nemico». Nessuno sa spiegarsi come possa essere morta, uccisa in quel modo orribile. Lei, che qualche anno fa aveva messo in fuga una nomade che aveva cercato di introdursi in casa, nulla ha potuto contro la furia omicida di chi le ha spaccato la testa, pugnalato il corpo e, come ultimo atto di un crimine efferato, mozzato la mano destra. Nessun nemico, nessuna lite, niente che possa far pensare, alla gente di Palvotrisia, a qualcosa di diverso che un tentativo di rapina finito nel sangue. E ora la gente ha paura. Nessuno ha visto e sentito nulla. Nessun movimento strano, nessun urlo. «Ero in casa, in camera - dice Mattia Gatti, il giovane figlio dei padroni di casa di Marisa Morchi - Abitiamo proprio accanto ma non mi sono accorto di nulla, sono uscito in macchina e non c’era nessuno in strada».
«Non abbiamo sentito gridare, nulla di nulla - afferma Giancarlo Bernardini, che vive pochi metri più in là da dove si è stato portato a termine il terribile omicidio - Ci siamo accorti che era successo qualcosa quando abbiamo visto arrivare i carabinieri». È quello che ripetono tutti i vicini radunati qui in via Palvotrisia, al di là di quel nastro bianco e rosso davanti alla villetta dove viveva Marisa-
Il ricordo dei vicini: era una persona perbene. «È difficile parlare della Marisa al passato - dice Omero Bianchi, uno dei vicini di casa - Ci conosciamo bene, siamo andati spesso in gita, ai santuari, ma mica a Montenero, anche a quelli molto più lontani. Da ultimo avevamo visitato la casa di papa Giovanni XXIII. Era una donna molto religiosa, con mia moglie, durante il mese mariano non perdevano un rosario. Ma soprattutto era una persona buona, gentile con tutti. Quanto accaduto è gravissimo». «Vi diranno tutti la stessa cosa- interviene Pietro Macchioni, un altro vicino di casa - Marisa era davvero una donna perbene. Ma anche molto energica: una che era in grado fino a qualche anno fa di vangare la terra e che anche adesso curava il suo orto».
La padrona di casa: dieci anni fa entrarono anche da noi. Eva Castagna, con il marito Claudio, è la padrona della villetta dove viveva Marisa Morchi. «Dieci anni fa, di notte, i ladri entrarono anche da noi - ricorda - Ce ne accorgemmo la mattina dopo, forse ci avevano anestetizzati. Da quella volta sono stata due mesi senza dormire. Ma mai ci saremo aspettati che potesse accadere una cosa del genere. È terribile, quella povera donna aveva sempre un sorriso per tutti, e ha fatto davvero una fine terribile».
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