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Apuafarma, l’azienda prova a bloccare lo stato di agitazione
Convocati i sindacati che avevano già scritto al prefetto segnalando una serie di problemi, dalle ferie ai buoni mensa
CARRARA. Si raffredda il clima di conflittualità all’interno di Apuafarma. Nei giorni scorsi, Cgil Cisl e Uil si erano rivolti al prefetto per segnalare lo stato di agitazione e presentare la richiesta della procedura di conciliazione, per tutta una serie di questioni. L’azienda, proprio la scorsa sera ha convocato i sindacati, come previsto in questi casi, e si sono riallacciate le relazioni sindacali. Pertanto, dopo il prossimo incontro già fissato per lunedì, probabilmente sarà ritirato lo stato di agitazione. Sul fronte aziendale a ricevere i rappresentanti sindacali c’erano il presidente Danesi e la componente del cda, Katia Petacchi, oltre al direttore Buffoni e al dirigente Brizzi.
Un clima più disteso, dopo mesi e mesi di «estrema conflittualità», così avevano scritto lo scorso 7 marzo al prefetto i sindacati Cgil, Cisl Uil e le rsa aziendali.
E spiegavano: «Il 6 dicembre abbiamo presentato una dettagliata piattaforma di rivendicazioni; tale piattaforma è stata approvata dall’assemblea delle lavoratrici e lavoratori di Apuafarma. Alla piattaforma l'Azienda ha tenuto a rispondere non con una convocazione di un tavolo trattante (come richiesto) ma con una nota inutilmente polemica in data 27/12/2012 dando risposta positiva solo a poche delle richieste avanzate. Nonostante avessimo richiesto incontri specifici sui punti della piattaforma, al fine di evitare inutili contrapposizioni, noi sindacati avevamo deciso di non indire lo stato agitazione ma di rispondere con una ulteriore proposta inviata in data 16 gennaio 2013 sottolineando le problematiche già note, ma nessuna risposta è arrivata».
Fra le problematiche oggetto di contrasto, spiegavano i sindacati: «Gestione illegittima delle ferie; rimborso chilometrico: aggiornamento annuo con preventive contrattazioni; mancata politica trasparente per distribuzione ore aggiuntive rispetto ai contratti individuali al personale Osa (operatore socio assistenziale) e Ose (socio-educativo); trasparenza nella gestione stabilizzazione dei cosiddetti "contratti ponte"». E ancora: «Buoni mensa; spogliatoi autisti; aggiornarnento livelli inquadramento cuoche e cimiteriali e stabilizzazioni; norme sulla sicurezza del lavoro nei cimiteri; accordo di secondo livello per premio di produttivita». Al prefetto i sindacati spiegavano di avere avuto mandato di dichiarare lo stato dl agitazione; prima di arrivare allo sciopero, si chiedeva di avviare un tavolo di conciliazione. Adesso, la riapertura del dialogo sindacale con Apuafarma potrebbe portare a nuove relazioni sindacali.
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