Il dolore
Rubati i motori di due barchette
I soliti ignoti hanno agito nonostante la pioggia. Forse un video li incastra
MARINA DI MASSA. Hanno rubato i motori di due imbarcazioni. Piccoli propulsori da 40 cavalli, ma del valore di almeno cinquemila euro ciascuno. Il furto è avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì nel porticciolo di Marina di Massa, quello davanti alla caserma della guardia di finanza. I ladri hanno tentato di portarne via un terzo ma il maltempo ha creato un’onda anomala che ha fatto scivolare l’imbarcazione che avevano preso di mira sugli scogli. Lo scafo si è rovinato, ma almeno il motore è rimasto al suo posto.
Poi come se nulla fosse la banda - erano almeno in tre ma probabilmente anche di più - ha acceso le luci del gazebo dell’associazione che gestisce i moli (Aeas) e ha messo ad asciugare gli indumenti che si erano bagnati nelle operazioni di traino delle barche. Non solo: hanno fumato come se nulla fosse, dato che sono stati trovati parecchi mozziconi. Le cicche sono state prelevate dai carabinieri, potrebbero risultare determinanti per un’eventuale prova del dna. O almeno questa è la speranza.
Tracce, a parte questa, non ce ne sono molte, ma la sensazione è che si tratti di malviventi che arrivano dalla Romania o dall’Albania. Gli inquirenti viste le modalità del colpo sembrano non avere dubbi in proposito. Ma l’indagine è davvero agli inizi. Ad aiutare l’Arma potrebbe rivelarsi utile il sistema di videosorveglianza della finanza. Il filmato della scorsa notte è stato acquisito e verrà valutato attentamente. L’occhio elettronico però non arriva fino al porticciolo,potrebbe essere riuscito però a catturare il passaggio del mezzo utilizzato per il trasporto della refurtiva.
Presidente dell’Aeas è Mauro Pizzamiglio. È lui che si è accorto del furto: «Martedì siamo rimasti nel nostro gazebo fino alle 19, come sempre. Poi siamo andati a casa. I ladri probabilmente sapevano perfettamente che dopo non rientra nessuno dei soci e così hanno potuto agire indisturbati». Nessun sospetto: «Siamo 350 soci, cento di noi hanno il posto barca. Da vent’anni siamo qui a Marina e non era mai successo nulla. Ma questo furto mi fa pensare che ce ne saranno degli altri, a meno che le forze dell’ordine non riescano ad arrestarli nel giro di pochi giorni. Me lo auguro, ma so che non sarà semplice. Mi sconvolge il fatto che i ladri abbiano avuto il tempo per rubare i motori e poi si siano anche asciugati i vestiti. Ci conoscono bene, evidentemente».
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