La manifestazione
Ponte Magra, tutto fermo da 17 mesi
Il Bailey installato nel 2009 venne definito soluzione temporanea poi due anni dopo il colpo di grazia inferto dalla piena
VILLAFRANCA. L’attesa, per gli abitanti che risiedono in località Ponte Magra, continua. Un’attesa che ha quasi il sapore di una sconfitta, dato che il ponte Bailey, il giorno della sua posa, venne definito una soluzione temporanea.
Tutto questo accadeva nel 2009 dopo che il fiume Magra, ingrossato dalla prima vera alluvione, erose il terreno alla base del pilone sul lato che porta verso Mulazzo. Due anni dopo la natura inflisse il colpo di grazia, la volta e il pilone, già segnato da numerose crepe, monitorate dai tecnici provinciali, finirono per essere trascinate via dalla forza del corso fluviale. La chiusura reiterata precedente, il ricorso alla viabilità alternativa per lunghi mesi esasperò gli animi, poi arrivò il sospiro di sollievo quando fu inaugurata la soluzione provvisoria, che ben presto si trasformò in un grido strozzato.
Il rumore delle assi prodotto dal transito veicolare impediva un quieto vivere; intervenne la Usl con un fonometro, che diede ragione agli abitanti. Si trovò una soluzione alla soluzione, che da temporanea divenne sempre più stabile. Giunse poi quel fatidico 25 ottobre, da cui ormai sono passati 17 mesi. La distruzione di altre strutture analoghe portò alla conseguente opera di ricostruzione, si rese quindi necessario inserire anche questo tra i progetti da eseguire. Lo status del Ponte Magra, però, pare non essere cambiato di una virgola.
Obbligo dire pare, anche se nel corso di questi ultimi mesi si sta cercando di stringere sempre di più i tempi, per giungere al ripristino della struttura. Provincia e Regione si sono già messe al tavolo per cercare di concordare le cifre che sovvenzionerebbero la sua ricostruzione. Lo scoglio da superare infatti sarebbe proprio questo, se la cifra risulterà bassa (una soglia massima di 500mila euro) si potrà dare il via subito ai lavori, se invece avrà un conto spesa maggiore si dovrà attendere il finanziamento regionale.
Il progetto è già pronto, nelle ultime settimane sono stati eseguiti studi preliminari che serviranno a dare gli ultimi colpi di lima al progetto. Obiettivo dell’esame la dinamica strutturale del ponte e la natura geologica del terreno. Attraverso l’analisi dei carotaggi effettuati si comprenderà meglio la natura del suolo su cui sorgerà, garantendo un’integrazione più efficiente che si tradurrà in maggiore sicurezza e solidità. Si attende solo il semaforo verde, che farebbe sparire le mille preoccupazioni che nel corso si questi quattro anni si sono instillate in chi abita nella zona.
Cristiano Borghini
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