Attenzione
Palude a Bondano, residenti in rivolta
Il cantiere del nuovo ospedale è allagato. Gli abitanti chiamano il Comune e accompagnano il geologo in un tour sul posto
MASSA. Il germano sguazza nel laghetto, fa un breve giro e poi risale sulla sponda, dandosi una scrollatina alle piume. Sarebbe un’immagine da documentario naturalistico ma di naturale c’è ben poco.
Quello specchio d’acqua non è un lago, ma l’enorme pozzanghera che si è creata intorno al cantiere dell’ospedale, a Bondano, dopo le piogge dei giorni scorsi. Un allagamento come gli abitanti della zona non avevano mai visto prima che partissero i lavori per costruire l’ospedale unico. Ma da quando sono arrivate le ruspe e sono stati alzati i primi muri, la zona è diventata un’enorme piscina. E l’acqua, ad ogni pioggia, invade giardini e case.
Dopo le segnalazioni dei residenti arrivate nei giorni scorsi anche a Il Tirreno, ieri è esplosa la protesta. I cittadini hanno chiesto il diretto intervento del Comune che, tramite il settore Protezione civile e salvaguardia idrogeologica, ha inviato sul posto un geologo per fare un sopralluogo.
Un gruppo di cittadini ha guidato il tecnico comunale in un giro sui posti finiti sott’acqua e ha raccontato di notti insonni per paura di una nuova alluvione. Tra i partecipanti, anche la signora Maria Fruzzetti che proprio due giorni fa aveva denunciato a Il Tirreno allagamenti in zona.
Il geologo ha scattato foto e preso appunti. Il settore Protezione civile e salvaguardia idrogeologica sta ora lavorando a una relazione che dovrebbe essere pronta a breve e che stabilirà le cause degli allagamenti e a chi compete intervenire. Il quadro, spiegano dal Comune, è abbastanza chiaro. Ci sono «criticità palesi» intorno all’ospedale. Il terreno in passato era abbandonato e veniva usato come luogo di scolo delle acque. Poi l’ha comprato l’Asl per costruirci il nuovo ospedale unico, i muri hanno creato un effetto impermeabile e dunque quando piove l’acqua non defluisce. Ma sarà la relazione comunale a stabilirlo una volta per tutte.
Intanto non si spengono le polemiche sulla falda che, come ha spiegato nei giorni scorsi il capo della protezione civile di Massa-Carrara, Gianluca Barbieri, in alcuni punti della piana è ad appena venti centimetri dalla superficie, e questo certo non favorisce l’assorbimento dell’acqua piovana.
Proprio la zona dell’ospedale è nel mirino di Italia Nostra. «Non per nulla – spiega il presidente della sezione provinciale di Massa e Montignos, Bruno Giampaoli – il Campaccio, il Pradaccio, il Poveromo e la Partaccia, erano zone paludose e malariche in parte bonificate ma la bonifica con la creazione di fossi di drenaggio poco può fare contro la risalita della falda soprattutto se nel frattempo si è costruito a dismisura cementificando, sconvolgendo il reticolo delle scoline private, tombando i canali pubblici, eliminando le ultime zone umide e le casse di espansione dei corsi d’acqua».
Quanto al nuovo ospedale, Italia Nostra lo definisce «un vero e proprio buco nell’acqua». Eppure, conclude l’associazione, il piano urbanistico del Comune «è di là da venire e le zone umide sono ancora sotto tiro della speculazione edilizia. A quando un ravvedimento operoso?».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
