Gioco
L’ultimo saluto a Debora fa piangere gli avvocati
Tanti colleghi della Matelli ieri pomeriggio nella chiesa dei Servi di Maria I genitori della giovane professionista in prima fila, poi gli altri parenti
MARINA DI MASSA.
Si fa prima a dire che in chiesa c’erano tutti gli avvocati apuani che a elencare i nomi delle toghe che hanno voluto salutare per l’ultima volta la cara collega Debora Matelli. Straziante il dolore dei genitori della giovane professionista. La madre e il padre non hanno mai staccato gli occhi dal feretro, asciugandosi le lacrime. Davvero una folla per questa ragazza che ha combattuto con tutte le sue forze contro un male che era più forte di lei. Contro un male che le aveva strappato l’amore della sua vita, quel marito che ricordava praticamente ogni volta che parlava di sé.
In chiesa, ma anche in tribunale ieri mattina, chi ha avuto la fortuna di conoscerla parlava proprio di questo. Dell’attaccamento per la famiglia. Una tenacia che le aveva permesso di sperare perfino di battere il cancro. Perché l’avvocato Matelli per qualche istante alcuni mesi fa aveva avuto un miglioramento che aveva fatto sperare. Invece poi si è aggravata all’improvviso. E martedì mattina ha smesso di soffrire all’hospice della Don Gnocchi. Nonostante la malattia l’avvocato Matelli sorrideva, non voleva far pesare su chi aveva di fronte quel male tremendo. Soprattutto non voleva che pesasse sulle spalle dei suoi ragazzi, di 20 e 14 anni.
Aveva 46 anni. Faceva il suo lavoro con grande passione. Si occupava soprattutto di donne che avevano subito violenza oppure di casi che avevano a che fare con il sociale. Aveva provato anche l’avventura politica, nel 2008. Appoggiava il candidato sindaco Roberto Pucci e la “28 aprile”. Non era stata eletta, ma aveva fatto una campagna basata sulla sua esperienza personale. E aveva chiesto rispetto per ambiente e salute. L’avvocato aveva costituito un’associazione di donne aperta a chiunque volesse difendere l’ambiente dallo smaltimento incontrollato dei rifiuti e per dare effettivo corso alla bonifica del territorio. Aveva scelto il parco dei Ciliegi per presentare il suo progetto. Il gruppo era “L’energia delle donne per Massa” per Pucci sindaco ma, soprattutto, per sensibilizzare coscienze e cercare adesioni per tradurre il tutto in prossimi auspicabili fatti. Non c’è riuscita. Non un fallimento, però. Aveva lasciato anche un traccia nella politica. Le consigliere comunali che erano in chiesa volevano significare anche questo.
L’ordine degli avvocati ieri mattina ha fatto affiggere in tutta la città dei manifesti funebri per ricordare la collega. «Era davvero brava - ha spiegato il presidente -, siamo vicini a chi le ha voluto bene». Poi le lacrime in chiesa.
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