Sicurezza
Emergenza allungata, guado più vicino
Il comitato di Serricciolo: vista la proroga fino a maggio chiediamo l’istituzione di un tavolo tecnico
AULLA. Mentre i lavori per la realizzazione del nuovo ponte a Serricciolo procedono a rilento anche a causa delle piogge insistenti, il comitato “Ponte 63”, nato a seguito del crollo della struttura, annuncia che la gestione commissariale dell'emergenza post alluvione dell'11 novembre 2012, affidata al responsabile regionale della Protezione civile, Antonino Melara, sarebbe stata prorogata di ulteriori due mesi, quindi fino al 9 maggio.
Perciò il tanto agognato guado può essere ancora autorizzato e il comitato attende di essere convocato a un tavolo tecnico per affrontare la questione.
Nel frattempo, sulla strada provinciale 19 di Quercia e Olivola, da dove possono nuovamente transitare i tir, si è verificato un incidente, fortunatamente senza gravi conseguenze, nella giornata di martedì e l'asfalto appare deteriorato, ma anche sulla strada provinciale 13 di Canova e Ceserano la situazione non è delle migliori: non a caso, ci sono alcuni cantieri targati Unione di Comuni montana della Lunigiana.
Ricordiamo che, nei giorni scorsi, il comitato “Ponte 63” ha ottenuto l'interessamento del capo dipartimento della Protezione civile nazionale, Franco Gabrielli. Quest'utimo, infatti, in una lettera datata mercoledì 6 marzo e inviata alla prefettura di Massa e al comitato stesso, sosteneva che il dipartimento da lui guidato ha recentemente sensibilizzato il commissario delegato Antonino Melara «affinché nelle more della realizzazione definitiva del ponte, i cui lavori, secondo le valutazioni dell'Anas, dovrebbero concludersi entro il 25 luglio, proceda a valutare l'eventuale inserimento del guado provvisorio attraverso una rimodulazione del Piano degli interventi, qualora ritenesse che l'opera in oggetto possa rientrare nell'ambito delle iniziative necessarie e indilazionabili volte a "rimuovere gli ostacoli alla ripresa delle normali condizioni di vita e per assicurare l'incolumità della popolazione", ovvero da considerarsi un intervento mirato a "ripristinare le infrastrutture e le reti indispensabili per la continuità delle attività economiche e produttive».
Il comitato “Ponte 63”, quindi, auspicava che, a questo punto, «il dottor Melara non abbia dubbi sull'urgenza dell'opera e la inserisca senza indugio nel Piano degli interventi da eseguire immediatamente. Lo invitiamo anche a recarsi da noi, per vedere con i propri occhi lo stato della nostra viabilità attuale e come sono costretti a viaggiare i mezzi pesanti decine di tonnellate e, insieme a loro, gli autobus, gli scolabus che portano a scuola i nostri figli, i pendolari costretti a ore di viaggio in più per recarsi al lavoro, le ambulanze, i mezzi di soccorso. In caso contrario, non mancheremo di denunciare in tutte le sedi appropriate le responsabilità per il ritardo nell'assumere le decisioni utili alla collettività, tanto gravemente colpita da un simile disastro, nonchè per tutti i danni arrecati da tale ritardo alle attività economiche e produttive della vallata».
Gianluca Uberti
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