Attenzione
Primarie con doppio turno
Pd e pucciani cercano oggi l’accordo per un candidato sindaco. Il nodo delle regole
MASSA. Primarie il 7 aprile, ballottaggio il 14 con i pucciani rientrati a pieno titolo nel recinto di un centrosinistra allargato con un asse diretto di dialogo con il Pd. Il vertice di stamani a Firenze, tra i dirigente provinciali e regionali del Pd e di Sel (in veste di fatto di ambasciatore dei pucciani) farà chiarezza in questo senso.
Dall’incontro potrebbe uscire (più no che sì) anche il nome di un candidato a sindaco comune da portare ufficialmente alle primarie. Primarie che al momento vedono ai nastri di partenza l’ex assessore al bilancio Alessandro Volpi (il sindaco Pucci ieri in consiglio nell’ufficializzare le dimissioni diVolpi gli ha fatto, senza ironia, gli auguri per la corsa a sindaco) e poi l’ex parlamentare Idv Fabio Evangelisti. Il Pd cerca una intesa anche sul sindaco con i pucciani ma pare certo che non fermerà chi all’interno del partito vorrà comunque partecipare alle primarie. E’ il caso ad esempio dell’assessore provinciale Lara Vennè. Per lei - e non solo - il Pd sembra propenso a dare deroghe.
Una mossa, quella del segretario Cesare Ugolotti, tesa a far restare nel recinto delle primarie tutte le forze possibili del centrosinistra. Ce n’è bisogno per vincere. E per vincere bisogna che il centrosinistra dia segnali chiari agli elettori di aver cessato la fase delle risse e di essere in grado di portare avanti un programma credibile. Altrimenti ci sono i grillini, più che il centrodestra, a voler e poter mettere una mano sulla fascia tricolore di sindaco per i prossimi cinque anni.
Il tavolo del centrosinistra si è riunito lunedì sera e tornerà a riunirsi giovedì pomeriggio con due gruppi di lavoro: uno sulle regole e uno sul programma. Nella riunione di lunedì sera l’elemento di novità è stato appunto il ritorno attorno al tavolo dei pucciani e un certo feeling con il Pd. Le regole, certo, vanno ancora scritte ma sia pucciani che Pd sono propensi al doppio turno , tanto più se il numero di candidati supera i tre. C’è stato chi ha provato a mettere sul tavolo la possibilità di fermarsi al primo turno nel caso che un candidato superi il 40% dei voti. Ma il 40% non è il 51% e serve un candidato forte. Tra le regole che paiono già condivise c’è quella che nessuno dei candidati alle primarie potrà essere poi assessore: tutti dovranno dare una mano al vincitore mettendosi in corsa per il consiglio comunale.
Si discuterà poi del numero delle firme necessarie per presentarsi e c’è chi come Carlo Paolini ha provato ad alzare uno sbarramento (anti Evangelisti) chiedendo che nessun parlamentare potesse partecipare alle primarie.
Pace fatta dunque nel centrosinistra? Il tempo stringe e i nodi da sciogliere sono ancora tanti. Per esempio, se Pd e pucciani non troveranno un accordo sul candidato a sindaco comune vedremo gli Arancioni e soci presentarsi con un proprio candidato alle primarie. E a quel punto potrebbe persino tornare in gioco Roberto Pucci anche se lui è il primo a non volere questa soluzione.
La situazione è dunque ancora fluida. Vedremo se il recinto costruito dal Pd reggerà.
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