Il Tirreno

maltempo»DANNI E RIMEDI

maltempo»DANNI E RIMEDI

MASSA. Quaranta metri in larghezza e venti in altezza. Almeno cinque di profondità. Un intero costone della collina che sovrasta l’Aurelia si è staccato. A Codupino. È successo ieri pomeriggio, poco...

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Quaranta metri in larghezza e venti in altezza. Almeno cinque di profondità. Un intero costone della collina che sovrasta l’Aurelia si è staccato. A Codupino. È successo ieri pomeriggio, poco dopo le 14.30. «Sembrava il terremoto - ha raccontato un uomo che stava passando con l’auto e che ha chiamato i vigili del fuoco -. Mi sono fermato e ho creduto che venisse giù tutto. Invece la strada non è stata toccata né da un sasso né dal fango. È andata bene».

È andata bene soprattutto alla sala del regno dei Testimoni di Geova, sfiorata dallo smottamento. L’edificio resterà isolato almeno finché i geologi del Comune non avranno fatto i sopralluoghi per decretare il cessato pericolo. Ma basta vedere il costone che è venuto giù per spaventarsi. Uno spettacolo che fa correre i brividi lungo la schiena. Sembra di rivedere Lavacchio, dopo quella maledetta notte del 31 ottobre 2010. Per fortuna stavolta non ci sono morti e nessuno si è fatto male. Ma è stata una coincidenza fortunata.

I pompieri hanno lavorato per diverse ore per mettere in sicurezza la parte del monte che si affaccia sulla Aurelia. Il terreno era zuppo di acqua a causa della pioggia caduta insistentemente negli ultimi giorni. Soprattutto l’acquazzone di lunedì mattina ha fatto i danni peggiori. Anche qui le segnalazioni si sono sprecate, ma nessuno ha fatto niente per prevenire quello che poi è accaduto ieri pomeriggio. Un altro campanello di allarme: questo territorio rischia di venire giù ogni volta che comincia a gocciolare.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa