Finanza
Gli ex Eaton in comune «Dateci delle risposte»
MASSA. «Non vogliamo vivere di ammortizzatori sociali. Vogliamo che la Regione acquisti quell’area e che il consiglio ci dia delle risposte su quel che ha fatto per noi in questi anni. E se diamo...
MASSA. «Non vogliamo vivere di ammortizzatori sociali. Vogliamo che la Regione acquisti quell’area e che il consiglio ci dia delle risposte su quel che ha fatto per noi in questi anni. E se diamo noia a questa città, è il momento della lealtà: dovete dircelo».
Gli ex lavoratori della Eaton tornano in consiglio comunale per un disperato appello alle istituzioni. Ieri pomeriggio, poco dopo le 18, sono saliti fino al terzo piano del municipio e, a lavori appena aperti, si sono seduti nell’area riservata agli ascoltatori, sotto gli occhi attenti di cinque vigili urbani. Un’invasione pacifica, come promesso, senza il pungo duro di due settimane fa quando occuparono i banchi dei consiglieri e del sindaco.
Stavolta non è una provocazione, ma un appello. Gli ex Eaton, circa centocinquanta, sono molto delusi per non aver potuto incontrare, giovedì scorso, il presidente della Regione Enrico Rossi, bloccato per motivi di salute (l’incontro si terrà sabato 16 marzo).
«Mandategli la visita fiscale a casa», ironizza qualcuno tra le file di sedie. Ma l’umore non è quello giusto per sdrammatizzare. A quattro anni e mezzo dalla chiusura della fabbrica, gli ex Eaton sono allo stremo. Vogliono tornare a lavorare, non vogliono campare di cassa integrazione e mobilità. Anche perché questi aiuti non dureranno per sempre.
Gli ex Eaton, guidati dai rappresentanti storici, Giovacchino Pitanti e Michele Folloni, avevano chiesto di incontrare i capigruppo ma ben volentieri accettano l’invito a rivolgersi all’intero consiglio. Il sindaco, Roberto Pucci, interrompe formalmente i lavori e si mette in ascolto come tutti i consiglieri e gli assessori presenti.
«L’acquisizione dell’area è passaggio imprescindibile per sbloccare la situazione – spiega Pitanti –. Quando è iniziata la crisi Eaton questo consiglio aveva sei mesi di vita. Ora mancano due mesi alla fine della legislatura e non è stato fatto niente. Ce l’avete ancora la volontà di aiutarci? Si può ripartire da qui?». Anche Folloni e altri prendono la parola. Le richieste sono chiare: un ultimo impegno prima delle elezioni. Ora alle parole dovranno seguire i fatti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
