Attenzione
Zia, un “carrozzone” con i bilanci in rosso
Le perdite del consorzio dovute ai costi di opere che i Comuni non pagano Gli interrogativi sull’utilità dell’ente che costa al Comune 93mila euro l’anno
MASSA. Bilanci in rosso da tre anni, un futuro incerto, tanti dubbi sulla sua utilità. Tempi duri per il Consorzio Zona industriale (per tutti “Zia”), nato nel 1987 per promuovere e gestire la re-industrializzazione di Massa e Carrara dopo la desertificazione provocata dalla chiusura delle grandi fabbriche della chimica a partecipazione statale. Un “carrozzone” per molti, uno strumento che, almeno fino ad alcuni anni fa, il ruolo per cui era stato creato lo ha svolto, secondo altri, il consorzio Zia è oggi alle prese, in primo luogo, con consistenti perdite di bilancio. Il 2010 è stato chiuso con 387mila euro di perdite; nel 2011 il rosso è salito a 406mila euro; e il 2012 registra perdite dello stesso ordine di grandezza.
Ad appesantire il bilancio, spiega Cesare Ugolotti, presidente del Zia (e segretario comunale del Pd), sono i costi di una serie di importanti interventi di rifacimento delle strade interne all’area industriale che, «investimenti che, per convenzione, venivano fino ad alcuni anni fa sostenuti da Comuni e Provincia (i principali azionisti del consorzio) e che oggi vengono invece iscritti nel bilancio Zia come beni in ammortamento». Ma c’è anche, aggiunge Ugolotti, un problema di diffusa morosità delle aziende che si sono insediate nell’area industriale e che dovrebbero pagare una quota – modesta: si parla di 150 euro l’anno – e che invece non pagano e che costringe l’ente ad accantonare circa 100mila euro l’anno come svalutazione crediti. «Depurato da questi fattori – dice ancora il presidente - il bilancio (800mila euro l’anno) sarebbe in equilibrio: i costi sono per il 70% costituiti da spese per il personale (sette dipendenti, il presidente stesso che percepisce all’incirca 1.200 euro lordi al mese; il consiglio di amministrazione formato da ben dieci persone che incassano un gettone di 30 euro a seduta) e per il resto dalle spese per la gestione della sede». Il problema è che, comunque, quello sbilancio, dovrà prima o dopo essere ripianato. E a farlo dovranno essere gli azionisti pubblici, come il Comune di Massa, che detiene il 18,1% delle quote e che finanzia ogni anno il consorzio con 93mila euro circa.
Ma vale la pena mantenere in vita questo organismo? La sua mission principale – riconoscono tutti – è finita: le aree industriali sono più o meno piene (anche se spesso i capannoni sono abbandonati o fermi), i grandi lotti sono stati quasi tutti assegnati e anche l’ultima operazione, quella dell’insediamento delle aziende della nautica da diporto si può dire completata. L’unica funzione che oggi il consorzio svolge è, in sostanza, quella di “amministratore di condominio” dell’area industriale.
«Non spetta a me decidere, il futuro del Zia, ma è chiaro che il ruolo del Consorzio deve essere perlomeno ridisegnato. Così come è evidente che se si optasse di sopprimerlo, la chiusura dovrà essere programmata perlomeno per trovare una soluzione per i sette dipendenti che vi lavorano. Come presidente sono ormai quasi due anni che sollecito le forze politiche e le istituzioni, cui spettano queste decisioni, ad aprire una riflessione sul futuro della Zia – ma finora non ho avuto indicazioni dai sindaci, di sicuro occupati da problemi più urgenti di questo».
“Riutilizzare” il consorzio significa in sostanza trasformarlo in un centro servizi che lavori per le imprese che vi aderiscono, una funzione già svolta da altri soggetti pubblici e privati.
Però, suggerisce Ugolotti, si possono aprire anche altre prospettive. Come quella legata alle bonifiche. La nuova normativa sul Sin (sito di interesse nazionale) che affida alla Regione le procedure di bonifica dele aree sembra prevedere anche la creazione di consorzi fra aziende per gestire al meglio queste operazioni. E qui un consorzio industriale già c’è: il Consorzio Zona, appunto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
