Il Tirreno

Servizio 118, Simoncini ci riprova

Servizio 118, Simoncini ci riprova

Il sindaco «ordina» al direttore generale di non togliere un infermiere dall’organico del Pet, ma il Tar stoppa tutto

4 MINUTI DI LETTURA





AULLA. Non si ferma il braccio di ferro fra Comune e Asl 1 Massa Carrara in merito all’annunciata riorganizzazione del servizio del 118. Ma sulla vicenda è già intervenuto il Tar che, di fatto, in un primo round - in attesa di entrare nel merito - si schiera a fianco dell’Asl 1.

Ma andiamo con ordine.

Il sindaco Roberto Simoncini ha firmato una nuova ordinanza, la 24 del 25 febbraio scorso, con cui intima al direttore generale Asl, Maria Teresa De Lauretis «di non sovvertire l’originario assetto organizzativo del Punto emergenza territoriale di Aulla, in quanto le prospettate diverse modalità di gestione del servizio possono creare pericolo imminente e irreparabile e mettere seriamente a repentaglio l’incolumità dei cittadini».

Ricordiamo che con “diverse modalità di gestione del servizio” si intende il ventilato taglio di un infermiere del 118, che farebbe sì che l’automedica sia non più utilizzabile di notte.

La sostanza non cambia rispetto alla precedente ordinanza del primo cittadino, la 115 del 17 dicembre 2012, ma ora è intervenuto un fatto nuovo e di rilievo, ovvero l'indisponibilità dei volontari alla turnificazione finalizzata alla copertura costante del servizio 7 giorni la settimana per il turno notturno (dalle ore 20 alle ore 8). Infatti, la figura del volontario non è equiparabile in toto a quella dell'infermiere, essendo al volontario interdetto l'utilizzo delle apparecchiature elettromedicali e dei trattamenti di stabilizzazione sul posto del paziente, e come se non bastasse il taglio dell'infermiere, ora si concretizza anche il niet dei volontari, nell'aria da tempo. Quindi, in virtù del fatto che i volontari hanno dichiarato “in via decisiva di non potere garantire la copertura del servizio in luogo degli infermieri”, il sindaco ha emesso questa nuova ordinanza, al tempo stesso revocando la precedente, che era stata impugnata dall'Asl dinanzi al Tar della Toscana.

Così venivano riassunte nell’ordinanza 115 del 17 dicembre 2012 le motivazioni che avevano spinto Simoncini ad aprire lo scontro con l’Asl: «Il Pet fornisce il primo soccorso sanitario a una popolazione di circa 25mila abitanti, che vengono raggiunti, per i codici rossi, entro i tempi massimi di venti minuti stabiliti per legge. Aulla, contrariamente a Fivizzano e Pontremoli, è priva di un pronto soccorso ospedaliero aperto 24 ore su 24, indispensabile alla stabilizzazione del paziente, dove tutti i cittadini possono accedere autonomamente per urgenze. Inoltre, il primo soccorso sanitario nel tratto A15 in direzione Aulla-Pontremoli e in direzione Aulla-Santo Stefano Magra è di competenza del Pet di Aulla per ragioni logistiche».

Da sottolineare, infine, che contro l'eliminazione della figura infermieristica nella squadra del 118 dalle 20 alle 8 erano state raccolte ben 7mila firme.

Il Tar: il provvedimento esorbita dalle competenze del sindaco.Ma, come accennato, anche questa seconda ordinanza di fatto è priva di efficacia, in attesa che il Tar discuta nel merito. I giudici amministrativi della Toscana, infatti, hanno emesso una loro ordinanza di sospensione in merito al ricorso presentato dall’Asl 1, nei confronti del Comune di Aulla, relativo alla richiesta di annullamento della prima ordinanza del sindaco di Aulla, quella del 17 dicembre 2012 con la quale è stato ordinato alla Azienda Asl stessa di " .... non sovvertire l'originario assetto del Pet (Punto Emergenza Territoriale di Aulla) in quanto diverse modalità organizzative, possono seriamente mettere a repentaglio l'incolumità dei cittadini".

Secondo il Tar, in particolare, non può essere dichiarata la cessata materia del contendere poiché l’ordinanza del Comune di Aulla del 25 febbraio scorso, che pure formalmente revoca il provvedimento impugnato, nella sostanza ne ribadisce il contenuto “anche se - annota il Tar - con motivazioni ulteriori rispetto ad esso e peraltro non risulta ancora notificata alla Asl”. Pertanto - si scrive ancora nell’ordinanza da parte del Tar della Toscana - “Considerato che il ricorso appare assistito da sufficiente fumus in quanto il provvedimento assunto dal sindaco appare esorbitare dall’ambito delle sue competenze che non ricomprendono le modalità di organizzazione del servizio sanitario; ritenuto che sussista anche il periculum in mora in quanto la Asl non può organizzare il servizio secondo le modalità indicate dalla Regione Toscana”, di conseguenza, sospende l’esecuzione del provvedimento impugnato. A breve sarà discusso il merito del ricorso, intanto il Comune di Aulla deve pagare le spese di questa fase del procedimento: duemila euro oltre ai cosiddetti accessori. Insomma, la battaglia continua, ma per ora le ordinanze del Comune di Aulla non possono essere considerate efficaci perché, a una prima lettura dei giudici fiorentini, il primo cittadino non avrebbe fra le sue competenze l’organizzazione del servizio sanitario.

Gianluca Uberti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze