Il Tirreno

«I fondi per negozi non sono cari»

«I fondi per negozi non sono cari»

In commissione attività produttive alcuni proprietari: «Il Comune pensi a degli sgravi per incentivare nuove aperture»

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CARRARA. «Che i fondi commerciali a Carrara siano troppo cari è una leggenda metropolitana, il disinteresse a investire in città è tanto che nessuno si informa più nemmeno sui prezzi»: lo hanno detto ieri Giuseppe Papa, Corrado Lattanzi, Andrea Andrei e Giuseppe Verona, quattro proprietari di fondi commerciali in centro città, invitati a confrontarsi con la Commissione Attività Produttive di Fabrizio Giromella (Sel-Sorridi Carrara) sui problemi che affliggono il commercio carrarese. E proprio perché in tempi di crisi e chiusure, molti in città lamentano affitti eccessivi per i fondi commerciali, Giromella ha voluto incontrare “faccia a faccia” chi in questo settore lavora da anni: «Non siamo noi a fare i prezzi ma il mercato» ha spiegato Corrado Lattanzi, architetto, antiquario e titolare di alcuni fondi. «Io lavoro su un territorio piuttosto ampio, non è vero che gli affitti a Carrara sono cari, anzi sono più bassi che in Lunigiana. Il problema è che qui ormai gli imprenditori non vengono più nemmeno a informarsi sui prezzi» ha confermato Andrea Andrei, agente generale di Ina immobiliare. Sfatato quello che l’assessore alle Attività Produttive, Fabio Traversi, ha definito durante la commissione “il tabù” sui prezzi dei fondi carraresi, i quattro “immobiliaristi” sono passati alla fase propositiva: l’idea è che per risollevare le sorti del commercio carrarese e incentivare l’apertura di nuovi negozi, sia necessaria una sinergia tra amministrazione, commercianti e titolari degli immobili.

Un tavolo operativo. Questa sinergia dovrebbe “concretizzarsi” in un tavolo operativo, in grado di raccogliere e appunto realizzare le idee. «Iniziamo da un censimento dei fondi sfitti» ha suggerito Giuseppe Papa spiegando che l’obiettivo dovrebbe essere quello di convincere alcuni proprietari ad abbassare i prezzi, in cambio di sgravi e incentivi da parte dell’amministrazione. «Si potrebbe pensare a un taglio della Tarsu per uno o due anni o a sgravi sull’affitto del suolo pubblico», ha aggiunto Papa. Altrettanto concrete le proposte di Giuseppe Verona, commerciante e presidente del Ccn Carrara in Vetrina: «Il Comune faccia una deroga per i fondi che non hanno i servizi igienici, come chiede la Asl, e trasferisca qualcuno dei suoi sportelli nel centro storico».

In cambio, ha aggiunto Verona, «i commercianti si impegnino a tenere le luci accese durante le manifestazioni e ad aprire almeno una domenica al mese». E proprio prendendo spunto dal riferimento alle manifestazioni, l’assessore Traversi ha confermato la massima disponibilità del municipio a collaborare su più fronti, per rilanciare il centro città: «Siamo tra le poche amministrazioni che, nonostante la crisi, continuano a investire su iniziative ed eventi per mantenere viva la nostra città» ha dichiarato l’assessore, che ha poi sottolineato la necessità di uno sforzo “collettivo” per raggiungere questo obiettivo, commercianti compresi. «Ricordo che 3 anni fa ci fu un bando per agevolare le ristrutturazioni dei negozi e che arrivò una sola domanda» ha polemizzato Traversi che poi ha confessato: «Temo che su Carrara non ci sia più la volontà di investire e temo che chi è rimasto non ci creda più veramente».

Le critiche dei 5 Stelle. «L’amministrazione ripete le stesse cose da mesi ma non ne ha fatta ancora una» ha attaccato il consigliere del Movimento5Stelle Matteo Martinelli, puntando il dito anche contro il sito web del comune che, secondo l’esponente dell’opposizione ««in termini di promozione della città, fa ridere». Polemica politica a parte, l’assessore Traversi ha confermato il suo via libera all’apertura del “tavolo operativo”: in attesa che esso si concretizzi, Papa, Lattanti, Andrei e Verona hanno dato disponibilità a mettere nero su bianco le loro proposte, per sottoporle all’amministrazione.

Cinzia Chiappini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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