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l’appello dell’artista alle istituzioni

Del Sarto: fate presto a salvare Mortarola

Del Sarto: fate presto a salvare Mortarola

CARRARA. «A Mortarola sono stato lasciato solo»: questa l’accusa dello scultore Mario Del Sarto che dal 2003 si è visto portare via dalle bombe d’acqua, a buona parte delle opere che aveva realizzato....

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CARRARA. «A Mortarola sono stato lasciato solo»: questa l’accusa dello scultore Mario Del Sarto che dal 2003 si è visto portare via dalle bombe d’acqua, a buona parte delle opere che aveva realizzato. L’appello dell’artista alle istituzioni è quello di agire in fretta, nel rispetto della natura, per salvare il territorio. Le sue sono sculture “primitive messaggere”, così ama definirle Del Sarto, 88 anni, una vita passata a Mortarola.

L’artista autodidatta ha disseminato le sue opere sulla collina, come fossero un regalo per i tanti visitatori. A novembre il disastro: «Se qui viene giù un'altra frana, si tappa tutto un'altra volta e siamo daccapo, se ci spingiamo un po' più a monte si vedono i ravaneti che hanno riempito ancora la strada... basta che piova ancora un po».

Il suo è un appello affinché non si ripetano altri disastri. È nato a Mortarola e pensa che per salvare quella prima strada, ancora romana, che portava fino a Colonnata, sia necessario lavorare a lungo, «a piccoli lotti e per bene. Io sono nato qui, conosco i problemi, perché non mi si vuole ascoltare? Vengono con quegli escavatori, scavano sotto, scavano i muri che ora sono tutti vuoti, sfondano il canale, scalzano i muri e poi viene giù la strada. Prima di sfondare i muri bisogna mettere a posto la strada, realizzare un piano sotto e mettere dei blocchi contro i muri. In seguito bisogna chiamare tutti i proprietari di cava e fargli portare via tutto il materiale che hanno lasciato lì».

Diversi massi lo scorso novembre sono scesi a valle, sulla strada.

Sempre più convinto che fino ad oggi non siano stati fatti i passi giusti l’artista ha una propria precisa teoria sul da farsi, che ripete da anni, indica il fiume costretto in un letto troppo stretto e la strada sconnessa che frana nel corso d’acqua, a monte, l’altra frana ancora non stabilizzata, sulle pendici ormai calve: «Dobbiamo fare attenzione – afferma –se si va avanti così, senza attenzione per la natura, diventerete vecchi e non potrete respirare perché gli alberi seccheranno tutti... come su quella collina, gli alberi andavano potati prima, dopo l'alluvione sono venuti e li hanno tagliati, ma era troppo tardi, era già franato tutto perché la terra sotto non c'è più e le radici non resistono, la pianta cresce e poi, col peso, cade». Impotenza e solitudine: è quanto prova Del Sarto accusando le istituzioni e l’indifferenza.

«Lassù al Tarnone hanno portato via cinque o sei anni fa 3mila tonnellate di blocchi per fare i frangimare, e per la strada non hanno fatto niente, mentre avrebbero dovuto rinforzare gli argini. Nessuno si è mai visto qui – prosegue,– nemmeno per esprimermi solidarietà, nessuno che si sia almeno proposto di darmi una mano per recuperare le sculture rovinate nel fiume, ma in effetti – conclude amareggiato – neppure questo avrebbe senso se prima non si decide una seria messa in sicurezza».

Barbara Monaco

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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